farmacistia
05 Agosto 2025Il trial clinico, che ha valutato un intervento strutturato di educazione al paziente rispetto alla gestione standard, ha mostrato, tuttavia, che potrebbe essere necessario implementare ulteriori strategie

Una ricerca pubblicata su JAMA Network Open mostra che, sebbene l’educazione da parte del farmacista possa migliorare la gestione dei sintomi della rinite allergica, potrebbe essere necessario implementare ulteriori strategie per affrontare aspetti più ampi della cura di questa patologia. Lo studio - un trial clinico randomizzato eseguito in un contesto ospedaliero- è stato condotto da un team guidato da Chii-Chii Chew, del National Institute of Health malesiano.
La rinite allergica è un’infiammazione dell’interno del naso causata da allergeni come polline, polvere o peli di animali. Questa patologia colpisce dal 10% al 30% della popolazione adulta a livello globale e provoca sintomi simili al raffreddore, che in genere iniziano subito dopo l’esposizione a un allergene. La diagnosi di rinite allergica si basa, di solito, sui sintomi e sulla causa che li ha scatenati e può richiedere il ricorso a test allergologici.
La rinite allergica è provocata dalla risposta eccessiva del sistema immunitario verso un allergene presente nell’ambiente. Nei soggetti allergici, questo porta a rilascio di istamina, che ha un effetto irritante sulla mucosa nasale e sulle vie aeree causando gonfiore e produzione eccessiva di muco. Per contenere i sintomi, in genere si utilizzano gli antistaminici e si può consigliare anche di fare lavaggi nasali regolari con una soluzione salina, per rimuovere le sostanze irritanti. In alcuni casi, la rinite allergica può portare a complicanze come i polipi nasali, la sinusite e l’otite media.
Obiettivo dell’indagine era valutare l’efficacia di un intervento educativo condotto da un farmacista (AR-PRISE) in una struttura sanitaria pubblica rispetto alle cure standard per la gestione della rinite allergica, tra gli adulti. Lo studio ha preso in considerazione 149 pazienti, di cui 97 donne, di età compresa tra 18 e 80 anni con diagnosi di rinite allergica, divisi in due gruppi: uno di controllo e uno di intervento, AR-PRISE, che prevedeva la visione di un video educativo di 8 minuti sulla rinite allergica e una consulenza strutturata con il farmacista. Gli outcome primari erano le differenze tra i gruppi a 180 giorni, in termini di livello di conoscenza, controllo dei sintomi (punteggio totale dei sintomi nasali [TNSS] nelle ultime 12 ore e nelle ultime 2 settimane), aderenza alla terapia farmacologica (numero di giorni di utilizzo di corticosteroidi intranasali) e qualità della vita (valutata tramite l’European Quality of Life 5-Dimension 5-Level Instrument e l’European Quality of Life Visual Analog Scale). Le valutazioni sono state condotte al basale e ai giorni 60, 120 e 180.
Nell’analisi intention-to-treat, il gruppo di intervento ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo nei punteggi dei sintomi nasali nelle due settimane precedenti la valutazione, rispetto ai controlli, in tutti i punti temporali esaminati. Tuttavia, non sono state osservate differenze significative a livello di conoscenza della rinite, sintomi nelle 12 ore precedenti la valutazione, aderenza alla terapia farmacologica o qualità della vita. Lo studio clinico, dunque, ha concluso che l’intervento AR-PRISE ha migliorato in modo significativo il controllo dei sintomi della rinite allergica rispetto alle cure standard per 180 giorni, ma non ha mostrato effetti significativi su altri outcome valutati.
Fonte
JAMA Network Open (2025); doi: 10.1001/jamanetworkopen.2025.17160
ISS Salute. Rinite allergica. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/r/rinite-allergica#diagnosi
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