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13 Agosto 2025Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Pharmacy, ha dimostrato l’efficacia di un percorso educativo interattivo nel promuovere una maggiore consapevolezza dei pazienti sulla sicurezza dei farmaci

Il progetto si inserisce nell’ambito dell’iniziativa dell’OMS “Medication Without Harm”, che promuove il coinvolgimento attivo dei pazienti nei percorsi di cura. A partire dal messaggio chiave “Know. Check. Ask”, è stato sviluppato un intervento concreto capace di tradurre concetti teorici in pratiche quotidiane facilmente accessibili. In particolare, il Medication Safety Adventure Trail, realizzato in un ospedale universitario svizzero, propone un’esperienza che integra contenuti informativi ed elementi ludici, favorendo l’apprendimento attraverso il coinvolgimento diretto.
Il percorso si articola in sei tappe, ognuna delle quali corrisponde a un momento chiave dell’ospedalizzazione, dall’ingresso alla dimissione. In ciascuna fase, i partecipanti sono invitati a risolvere brevi enigmi e a confrontarsi con situazioni simulate, ispirate a problematiche reali legate all’uso dei farmaci. Attraverso un semplice pre-test iniziale, il completamento del percorso e un successivo momento di briefing con professionisti della salute, è stato possibile valutare l’efficacia formativa dell’esperienza e raccogliere indicazioni sulla percezione e il gradimento da parte dei partecipanti.
I risultati hanno evidenziato un netto miglioramento delle conoscenze, con un aumento delle risposte corrette dal 51% nel pre-test al 72% nel post-test. In particolare, uno degli ambiti in cui si è registrato il progresso più significativo riguarda il comportamento corretto in caso di difficoltà nella deglutizione di una compressa (+27%). Molti partecipanti, infatti, non erano a conoscenza dei rischi associati alla frantumazione non autorizzata dei farmaci, come la riduzione dell’efficacia, l’alterazione del rilascio del principio attivo o l’irritazione delle mucose. L’intervento ha fornito indicazioni chiare su quando è corretto tagliare o schiacciare una compressa e ha sottolineato l’importanza di consultare un professionista sanitario prima di modificare la forma farmaceutica.
Anche la gestione della terapia dopo la dimissione è stata affrontata con maggiore consapevolezza. Inizialmente, non tutti sapevano a chi rivolgersi per ricevere chiarimenti in caso di modifiche terapeutiche o dubbi sull’assunzione dei medicinali. Il percorso ha sottolineato il valore del dialogo con medici, infermieri e farmacisti, contribuendo a rafforzare la figura di quest’ultimo come riferimento facilmente accessibile per il paziente. Infine, è stato riscontrato un miglioramento nella conoscenza e nell’utilizzo di strumenti pratici a supporto della gestione sicura dei farmaci, come le schede terapeutiche personali, i blister settimanali e i braccialetti identificativi. Questi elementi, spesso percepiti come marginali, sono stati valorizzati come parte integrante di un sistema che punta a ridurre gli errori e aumentare la sicurezza complessiva del percorso di cura. L ’esperienza è stata molto apprezzata, con il 100% dei partecipanti che ha dichiarato di essere soddisfatto e l’89% che l’ha giudicata molto soddisfacente.
Lo studio presenta alcune limitazioni, in quanto è stato condotto in un unico centro, senza gruppo di controllo e con una valutazione limitata al breve termine. Inoltre, il questionario impiegato non era validato psicometricamente e alcune domande a risposta multipla si sono rivelate di difficile interpretazione. Nonostante questi limiti, l’intervento si è dimostrato fattibile, efficace e apprezzato dai partecipanti. I risultati ottenuti incoraggiano a estendere la sperimentazione ad altri contesti clinici e ospedalieri, ad adattare il modello a realtà specifiche (come oncologia o geriatria) ed a valutarne l’impatto nel lungo periodo, anche in termini di cambiamento dei comportamenti e riduzione del rischio clinico.
Fonte
Pharmacy 2025, 13, 75. https://doi.org/10.3390/pharmacy13030075
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