Aderenza terapeutica
17 Settembre 2025Un consensus multidisciplinare mette a fuoco barriere, rischi e strategie per sostenere i pazienti e i clinici nella gestione delle Mici malattie infiammatorie croniche intestinali e migliorare l'aderenza alle terapie

L’aderenza terapeutica resta una delle sfide più urgenti nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici) in quanto, nonostante i progressi e le innovazioni dei trattamenti, tra il 30% e il 60% dei pazienti non segue in modo corretto e continuativo le terapie prescritte, con conseguenze che si traducono in un rischio fino a cinque volte maggiore di riacutizzazioni, peggioramento della qualità della vita e incremento dei costi per il sistema sanitario.
Per rispondere a questa criticità è stato presentato a Milano il consensus paper “Therapeutic adherence in inflammatory bowel disease: user guide from a multidisciplinary modified Delphi consensus”, una guida pratica rivolta a clinici e pazienti, frutto di un lavoro coordinato da Ferring Italia con un panel multidisciplinare di gastroenterologi, uno psicologo e un rappresentante dei pazienti dell’associazione Amici Onlus.
Il documento raccoglie 12 statement validati e raccomandazioni operative per riconoscere i profili a rischio di scarsa aderenza, superare le barriere che ostacolano la continuità terapeutica e rafforzare l’alleanza medico-paziente. Il lavoro è stato costruito attraverso il metodo Delphi modificato, con il coinvolgimento di 33 specialisti italiani e con il supporto di un’indagine condotta da Amici Onlus su oltre 800 persone con Mici. La survey ha messo in evidenza come età avanzata, fragilità fisica e isolamento sociale siano fattori determinanti di non aderenza.
“Dietro ogni terapia ci sono storie di vita, scelte quotidiane, sfide silenziose – ha spiegato Salvo Leone, direttore generale Amici Italia – I pazienti ci raccontano quanto possa essere complesso seguire una cura in modo continuativo, soprattutto quando si è soli, anziani o alle prese con più patologie. Non è solo una questione clinica, ma profondamente umana: aderire a una terapia significa credere in un futuro possibile, sentirsi accompagnati, avere fiducia. Per questo dobbiamo costruire percorsi che vadano oltre la prescrizione, capaci di mettere davvero la persona al centro”.
Le evidenze scientifiche confermano la portata del problema. “La scarsa aderenza terapeutica è un problema spesso sottovalutato, ma con conseguenze cliniche e sociali estremamente rilevanti – ha sottolineato Alessandro Armuzzi, responsabile dell’Unità operativa Malattie infiammatorie croniche intestinali all’Irccs Istituto clinico Humanitas di Milano – È strettamente correlata alla progressione della malattia, all’aumento delle riacutizzazioni e, di conseguenza, a un peggioramento significativo della qualità della vita. Non si tratta solo di curare la malattia, ma di costruire un percorso sostenibile, condiviso e realmente accessibile”.
Tra le raccomandazioni principali del consensus vi è la semplificazione delle cure, ritenuta cruciale per favorire l’aderenza: il 75% dei pazienti preferisce la somministrazione orale e il 22% sottolinea come ridurre il numero delle somministrazioni renderebbe più semplice il rispetto della terapia. Secondo gli esperti, una riduzione di dosi e frequenza può aumentare l’aderenza fino al 40% dei pazienti, specialmente nei casi di politerapia.
La comunicazione e il supporto psicologico emergono come leve determinanti. “Il comportamento del paziente, il suo stile di vita e la percezione soggettiva della malattia rappresentano elementi chiave nel percorso terapeutico – ha evidenziato David Lazzari, direttore Uoc Psicologia dell’Azienda ospedaliera di Terni – Per questo motivo, il medico non può limitarsi a prescrivere cure, ma deve costruire, insieme col team sanitario, un’alleanza terapeutica fondata sull’ascolto attivo, sull’empatia e su una comunicazione personalizzata. Solo così si può favorire l’adesione alla terapia e migliorare realmente la qualità della cura”.
Il progetto nasce dall’impegno diretto di Ferring Italia. “L’aderenza è una delle grandi sfide nella gestione delle patologie croniche, in particolare nelle Mici – ha dichiarato Tommaso Salanitri, direttore medico di Ferring Italia – Crediamo fortemente nel valore di unire specialisti, pazienti e ricercatori per costruire una guida realmente utile nella pratica clinica quotidiana. L’aderenza non può essere lasciata al caso: va sostenuta con strumenti, semplificazione terapeutica e una comunicazione efficace. Solo così possiamo garantire che le terapie esprimano tutto il loro potenziale a beneficio dei pazienti”.
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