Farmaci antidiabetici
04 Novembre 2025Il Ministero della salute ha trasmesso al Parlamento la Relazione 2024 sul diabete e sui consumi di farmaci. Nel 2023 la spesa pubblica ha raggiunto 1,45 miliardi di euro (+7,6%). Persistono differenze regionali e criticità nell’aderenza alla terapia

Nel 2023 la spesa complessiva per i farmaci antidiabetici a carico del Servizio sanitario nazionale ha raggiunto 1.450,7 milioni di euro, pari al 5,6% della spesa farmaceutica pubblica totale, registrando un incremento del 7,6% rispetto all’anno precedente, accompagnato da una crescita dei consumi. La metformina resta il farmaco più utilizzato insieme all’insulina ma sono in forte crescita gli analoghi del GLP-1 e le gliflozine. Il profilo di utilizzo evidenzia tendenze consolidate ma con una progressiva diffusione delle terapie più recenti. Sono alcuni dei dati della Relazione 2024 sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni in materia di diabete mellito che il Ministero della salute ha trasmesso al Parlamento.
La Relazione fornisce un aggiornamento dettagliato sui dati epidemiologici a livello nazionale e internazionale, sugli approcci terapeutici più recenti, le innovazioni tecnologiche e le azioni messe in atto sia nella prevenzione sia nella gestione del diabete al fine di garantire una presa in carico tempestiva, continua e multidisciplinare che permetta di migliorare la qualità della vita delle persone con diabete e di ridurre il rischio di complicanze.
Inoltre evidenzia le trasformazioni organizzative del servizio sanitario, come delineato dal DM 77, che “puntano a potenziare l’assistenza territoriale attraverso l’implementazione di centri diabetologici multidisciplinari, il ruolo attivo dei medici di medicina generale, delle case di comunità e della farmacia dei servizi, supportati da sistemi informatici integrati e dal Fascicolo Sanitario Elettronico interoperabile. Questi interventi sono essenziali per garantire un accesso uniforme e personalizzato alle cure, rispondendo alle esigenze quotidiane delle persone con diabete”.
I dati sull’uso dei farmaci inclusi nella Relazione sono quelli dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed), che monitora l’andamento dei consumi e della spesa per le terapie dispensate in convenzionata e in distribuzione diretta. Oltre alla spesa anche i consumi hanno mostrato un aumento del 4,5%, arrivando al valore complessivo di 71,4 DDD/1000 ab die, circa il 5,4% dei consumi totali.
La metformina si conferma il farmaco maggiormente utilizzato nel trattamento del diabete, con 23,3 DDD/1000 abitanti die, pari al 32,6% dei consumi totali. Seguono gli analoghi del GLP-1 (11,5%) e le insuline a rapida azione (10,8%). Le gliflozine registrano un consumo di 6,5 DDD/1000 abitanti die che sale al 13,6% considerando l’uso in associazione con metformina.
Gli analoghi del GLP-1 rappresentano la categoria a più alta spesa pro capite (8,38 euro), con un aumento dei consumi del 26,4% e una riduzione del costo medio (-6,7%). Tra i principi attivi, dulaglutide e semaglutide risultano quelli con maggiore impatto economico, con quest’ultima che osserva un incremento del 52,3% della spesa, trainato soprattutto dall’aumento d’uso.
La semaglutide rappresenta l’opzione di trattamento con il costo più elevato (per giornata di terapia) e registra consistenti aumenti di spesa e di consumo. Analogamente, anche l’associazione analogo del GLP1/insulina basale riporta variazioni elevate per tutti gli indicatori. Come per la maggior parte delle principali categorie terapeutiche, si conferma nel 2023 un’ampia e crescente variabilità regionale in termini di consumo e di prevalenza d’uso.
Le gliflozine mostrano un incremento di spesa del 60,1% e dei consumi del 65,6%, sostenuto in particolare da dapagliflozin (+81,1%) ed empagliflozin (+60,4%). Si riduce invece in modo evidente la spesa per le insuline combinate (-36,1%), in relazione alla diminuzione sia dei consumi sia del costo medio. Le gliptine, sia da sole che in associazione alla metformina, registrano un consumo stabile o in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Persistono, seppur in progressiva diminuzione, i farmaci secretagoghi (sulfaniluree e glinidi), non più raccomandati dalle Linee Guida nazionali e internazionali: il loro uso si attesta ancora a 6,4 DDD/1000 abitanti die.
Nel periodo 2014-2023 il consumo dei farmaci per il diabete è aumentato lievemente, passando da 61,8 a 66,9 DDD ogni mille abitanti die, con una variazione media annuale dello 1,0%.
I maggiori aumenti di spesa per alcune categorie (analoghi del GLP1 e gliflozine) vanno di pari passo con l’aumento dei consumi e, solo per gli analoghi del GLP1, con la preferenza all’interno della categoria per gli analoghi long-acting a somministrazione settimanale e a maggior costo.
L’analisi sull’aderenza alla terapia mostra una significativa proporzione di trattamento subottimale. Questo dato è in linea con studi precedenti promossi dall’Aifa nei quali si è osservata, in una popolazione di pazienti anziani, una non aderenza che oscillava tra il 13 e il 64% per gli ipoglicemizzanti orali e tra il 19 e il 46% per la terapia insulinica.
Tra i fattori che tendono a ridurre l’aderenza spiccano sia aspetti clinici (comorbidità, deficit cognitivi e/o sensoriali, depressione) sia aspetti legati al farmaco (politerapia, complessità del regime terapeutico, eventi avversi) e al rapporto con il medico curante (scarsa interazione e/o informazione).
La Relazione del Ministero evidenzia un valore di bassa aderenza del 23,9%, in riduzione del 12,0% rispetto al 2022. Le donne mostrano percentuali maggiori di bassa aderenza (28,1%) rispetto agli uomini (23,9%). Per quanto riguarda la persistenza al trattamento il 47,5% dei soggetti risulta essere persistente alla terapia dopo 12 mesi, con valori maggiori negli uomini. Analizzando l’andamento per area geografica, infine, è possibile osservare come al Nord siano più persistenti al trattamento rispetto al Centro e al Sud e isole.
Fonte
https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2025-10/Relazione%20diabete%202024.pdf
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