influenza
25 Novembre 2025La stagione influenzale 2025-2026 è iniziata con quattro settimane di anticipo nella Regione europea: l’Oms richiama alla vaccinazione e alle misure di prevenzione, mentre i medici di famiglia segnalano già un’intensa circolazione delle infezioni respiratorie acute e invitano a immunizzarsi prima di Natale

La stagione influenzale è iniziata in tutta la Regione europea dell’OMS con un anticipo di circa quattro settimane rispetto alla media, in un andamento che ricalca quanto osservato nel 2022-2023. Alla circolazione del virus influenzale si affianca quella di Covid-19, del virus respiratorio sinciziale (RSV) e di altri patogeni respiratori, delineando uno scenario che richiede maggiore attenzione in vista dell’inverno.
L’OMS ricorda che il monitoraggio dei virus respiratori è continuo e affidato alla rete globale GISRS, che coinvolge più di 170 laboratori nel mondo. Con l’avvio della stagione, a metà novembre la positività ai test influenzali nelle cure primarie ha raggiunto il 17%, e sulla base degli andamenti precedenti il picco potrebbe arrivare tra fine dicembre e inizio gennaio, con valori intorno al 50%. L’impatto più grave continua a concentrarsi tra anziani, donne in gravidanza, persone con patologie croniche, immunocompromessi e bambini piccoli, che rappresentano le fasce più vulnerabili.
L’Organizzazione richiama inoltre l’attenzione sull’evoluzione dei ceppi influenzali, che attraverso piccole mutazioni richiedono aggiornamenti regolari della composizione vaccinale. Nel giugno 2025 è stato identificato un nuovo ceppo H3N2 con sette mutazioni e una variante H1N1, senza segnali di maggiore gravità. Proprio per questo gli esperti insistono sulla necessità di mantenere alta l’adesione alla vaccinazione.
“Anche quando si osservano differenze tra i virus circolanti e quelli del vaccino, la protezione resta significativa”, osserva Marc-Alain Widdowson, responsabile dell’Unità Pandemic Threats di OMS Europa, ricordando anche come la vaccinazione contro Covid-19 abbia evitato 1,6 milioni di decessi nella Regione europea tra dicembre 2020 e marzo 2023.
Tra le misure raccomandate figurano la vaccinazione contro influenza, Covid-19 e RSV quando indicato, il rimanere a casa in caso di sintomi, l’attenzione all’igiene respiratoria e delle mani, la ventilazione degli ambienti chiusi e l’uso della mascherina nei luoghi affollati o quando si è a contatto con persone vulnerabili. Si tratta, sottolinea l’OMS, di comportamenti consolidati negli ultimi anni che continuano a offrire protezione anche nella gestione dell’attuale stagione respiratoria.
Anche in Italia i segnali di un’intensa circolazione virale sono già evidenti. Le prime settimane della sorveglianza RespiVirNet mostrano un aumento significativo delle infezioni respiratorie acute, con oltre 860 mila nuovi casi di influenza registrati tra il 20 ottobre e il 9 novembre e una crescita costante tra bambini molto piccoli e anziani, le fasce nelle quali un’infezione respiratoria può comportare un impatto clinico più rilevante.
Alla luce di questo andamento, i medici di famiglia raccomandano di non rinviare la vaccinazione, soprattutto per le persone più esposte.
“Ogni punto percentuale in più di copertura vaccinale significa meno complicanze, meno ricoveri e meno pressione sugli ospedali – ricorda Tecla Mastronuzzi, responsabile Macroarea Prevenzione SIMG – La vaccinazione è ancora la misura più efficace per ridurre gli esiti gravi. Inoltre, come negli scorsi anni, raccomandiamo la co-somministrazione con altre vaccinazioni contro Covid-19, Pneumococco, Virus Respiratorio Sinciziale e Herpes Zoster. Accanto alla vaccinazione, poi, restano utili buone pratiche consolidate: igiene delle mani, attenzione ai luoghi affollati durante le settimane di massima circolazione virale, rispetto delle norme igieniche di base se si hanno tosse o raffreddore”.
Secondo i medici di famiglia, l’anticipo della stagione rende strategico immunizzarsi prima delle festività, garantendo una protezione completa proprio nel periodo di massima circolazione dei virus.
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