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28 Novembre 2025

Farmaci Otc, gli errori più comuni e l’uso improprio. Il consiglio del farmacista per la gestione sicura

Spesso percepiti come sicuri, i medicinali da banco sono accessibili, senza controlli su dosaggi e diagnosi. Adolescenti e anziani sono tra le popolazioni più a rischio, ma il farmacista può fornire supporto per una scelta consapevole e responsabile

di Sabina Mastrangelo


farmacista cliente farmaco

Basso costo, facile accessibilità ed errata percezione che siano medicinali sicuri: sono i tre elementi chiave alla base dell’abuso o dell’uso improprio dei farmaci da banco, o OTC, con conseguente potenziale dipendenza e tossicità. I farmacisti hanno un ruolo chiave nell’educare i pazienti all’uso sicuro di questi prodotti, spiegando le potenziali interazioni farmacologiche e promuovendo scelte consapevoli in materia di automedicazione. A parlarne è un articolo pubblicato su PharmacyTimes da Yvette Terrie, che analizza aspetti critici e l’importanza dell’alfabetizzazione sanitaria.

I medicinali da banco e i rischi connessi

L’ampia disponibilità di farmaci da banco consente alle persone di accedere a medicinali per l’automedicazione di comuni disturbi: dal mal di testa al raffreddore, dalla tosse al bruciore di stomaco, ai dolori muscoloscheletrici. Se usati correttamente, i farmaci da banco sono sicuri ed efficaci. Tuttavia, le evidenze indicano che l’uso improprio e l’abuso di questi farmaci, compresi i prodotti naturali o erboristici, possono portare a gravi effetti avversi come dipendenza e tossicità.

Tra gli aspetti che portano a un uso improprio o ad un abuso di questi medicinali vi sono il basso costo, la loro facile disponibilità, l’ampio accesso e le poche restrizioni normative sull’età o sulla quantità di acquisto. Accanto a questo vi è, spesso, un’errata convinzione che i farmaci da banco siano sicuri, oltre al fatto che molte persone non informano regolarmente i propri medici sull’uso di questi prodotti, esponendosi inconsapevolmente a dei rischi a causa di errate diagnosi, dosaggi impropri, dipendenza da uso prolungato, reazioni avverse e interazioni farmacologiche. 

Uso improprio e abuso di farmaci da banco

Secondo il National Institute on Drug Abuse, l’uso improprio e l’abuso di farmaci da banco possono includere: l’assunzione del farmaco in modo diverso da quanto indicato o con dosaggi differenti; l’assunzione per gli effetti che produce, come l’euforia; e la combinazione di farmaci per creare nuovi prodotti. Sebbene queste pratiche siano intenzionali, l’uso improprio involontario di farmaci da banco può verificarsi a causa di scarsa alfabetizzazione sanitaria, confusione tra confezioni e foglietti illustrativi e la convinzione che questi farmaci siano privi di rischi. 

Tra i farmaci da banco comunemente usati in modo improprio o di cui si abusa vi sono destrometorfano, antistaminici, sonniferi, prodotti contenenti caffeina, analgesici e pseudoefedrina. Inoltre, i prodotti da banco commercializzati per la perdita di peso, come lassativi e diuretici, sono spesso abusati, in particolare tra adolescenti e giovani adulti. I lassativi vengono spesso assunti in modo inappropriato per perdere o controllare il peso, mentre dosi elevate di antistaminici possono essere consumate per indurre effetti euforici.

Adolescenti e anziani, le popolazioni più a rischio

Uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, che ha valutato il ricorso a farmaci da banco tra gli adolescenti, ha rilevato un’alta prevalenza di uso non supervisionato, spesso guidato da comodità, sicurezza percepita e mancanza di consapevolezza dei potenziali rischi. Analogamente, i risultati di uno studio pubblicato su Hospital Pharmacy hanno osservato un aumento dell’abuso di farmaci da banco durante la pandemia di COVID-19, rivelando che la paura, la disinformazione e l’accesso limitato ai servizi sanitari hanno portato le persone ad automedicarsi, spesso senza un’adeguata guida. Inoltre, una review pubblicata sull’European Journal of Public Health ha mostrato che la pressione dei coetanei, la mancanza di consapevolezza del rischio, la facile accessibilità e la percezione che i farmaci da banco siano più sicuri di quelli da prescrizione sono tutti associati all’abuso di farmaci da banco tra i giovani.

Negli anziani, uno studio pubblicato su Innovation in Aging ha evidenziato l’elevata prevalenza e la natura multifattoriale dell’abuso di farmaci da banco. Tra i principali fattori che contribuiscono a questo fenomeno vi sono la politerapia, il declino cognitivo e la scarsa alfabetizzazione sanitaria, tutti elementi che aumentano il rischio di dosaggio inappropriato, duplicazione terapeutica e interazioni farmacologiche. 

Il ruolo del farmacista

Queste evidenze mostrano l’urgente necessità di misure che coinvolgano anche la figura del farmacista. Se l’educazione verso i genitori e interventi politici possono limitare l’abuso e incoraggiare pratiche più sicure tra i giovani, il farmacista si può occupare della revisione delle terapie con i farmaci da banco, oltre che dell’educazione del paziente anziano. Allo stesso modo, un’etichettatura più chiara può contribuire a migliorare la sicurezza dei farmaci, soprattutto nella popolazione geriatrica. 

I farmacisti hanno diversi ruoli nel promuovere l’uso sicuro e corretto dei farmaci da banco. Durante la consulenza al paziente, questi operatori sanitari devono fornire informazioni sul dosaggio appropriato, sulla durata d’uso e sulle potenziali interazioni o controindicazioni, soprattutto quando le persone assumono altri farmaci. Aumentando la consapevolezza e promuovendo l’uso sicuro dei farmaci da banco, l’educazione guidata dai farmacisti può mitigare i rischi associati all’uso improprio e all’abuso di questi prodotti, per scelte responsabili.

Fonte

Bloomberg, Mikaela et al. “Cognitive decline before and after mid-to-late-life smoking cessation: a longitudinal analysis of prospective cohort studies from 12 countries”. The Lancet Healthy Longevity, ttps://www.thelancet.com/journals/lanhl/article/PIIS2666-7568(25)00072-8/fulltext

 

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, AUTOMEDICAZIONE, FARMACIA CLINICA, FARMACISTI

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