Omeopatia
03 Dicembre 2025Gli Ordini dei farmacisti toscani hanno avviato le procedure per l’iscrizione all’Albo degli esperti in medicine complementari, previsto dalla normativa regionale. L’obiettivo è riconoscere competenze certificate

In Toscana è attivo dal febbraio 2025 l’Albo dei farmacisti esperti in Medicine Complementari, previsto dalla normativa regionale, che consente ai professionisti con formazione certificata in fitoterapia, omeopatia e fitoterapia di Medicina tradizionale cinese di vedere ufficialmente riconosciute le proprie competenze. L’Ordine di Livorno è incaricato della raccolta dei curricula e della gestione delle iscrizioni, come comunicato agli Ordini provinciali lo scorso febbraio.
L’albo dà attuazione alla Legge regionale Toscana n. 9/2007 che definisce il diploma di farmacista esperto in omeopatia richiede l’acquisizione di 100 ore di lezione frontale più stage pratico gratuito, successivamente precisata con la delibera 175/2015 allegato 4, con cui la Regione ha definito la cornice normativa per disciplinare e valorizzare le figure sanitarie formate nelle discipline delle medicine complementari, e nello specifico per la figura del farmacista in fitoterapia, fitoterapia della medicina tradizionale cinese e omeopatia.
A mettere in evidenza il valore del nuovo Albo sono le farmaciste toscane Paola Vettori e Michela Bercigli.
“L’interesse verso le medicine complementari è aumentato costantemente negli ultimi anni e l’esistenza di un albo contribuisce a distinguere pratiche basate su competenze certificate da quelle prive di validazione, permettendo ai fruitori finali di approcciarsi a farmacisti che abbiano una formazione riconosciuta e documentata in un settore in cui spesso si trovano informazioni frammentarie.
L’Albo valorizza le competenze dei farmacisti che hanno seguito specifici percorsi di studio e che vedranno ufficialmente riconosciuta la loro specializzazione, con un beneficio anche in termini di qualità del servizio offerto in farmacia. Rappresenta un’evoluzione naturale della nostra professione sempre più orientata a un ruolo di consulenza e di supporto al percorso terapeutico del nostro cliente/paziente.
Da qui l’importanza per noi farmacisti di prendere una decisione: restare dei semplici dispensatori di farmaci esposti ai condizionamenti delle informazioni non qualificate che i cittadini reperiscono online o tramite canali non sanitari, oppure investire in una evoluzione basata su formazione avanzata e specializzazione.
In un tempo in cui la nostra professione viene abbandonata in massa, per motivi economici e per i motivi di cui sopra, c’è ancora una possibilità di non essere equiparati a semplici commessi: la formazione e la specializzazione”.
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