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20 Gennaio 2026

Violenza di genere: a Brescia farmacie nella Rete antiviolenza: al via la formazione per riconoscere i segnali

Il Comune di Brescia e Federfarma Brescia avviano un percorso formativo in due incontri rivolto a titolari e personale delle farmacie per rafforzare il riconoscimento dei segnali di violenza di genere e l’orientamento ai servizi dedicati. Al termine del corso le farmacie aderenti saranno identificate come “Spazio che accoglie”

di Redazione Farmacista33


Violenza di genere: a Brescia farmacie nella Rete antiviolenza: al via la formazione per riconoscere i segnali

A Brescia la rete cittadina contro la violenza di genere avrà il supporto delle farmacie di comunità: il Comune, attraverso la Rete antiviolenza, e Federfarma Brescia avviano un percorso di formazione dedicato a farmacisti e al personale delle farmacie, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di riconoscere i segnali di violenza e di orientare in modo appropriato le donne verso i servizi specializzati.

L’iniziativa riguarda le farmacie che operano nel territorio della Rete, che comprende i Comuni degli Ambiti territoriali sociali Brescia, Brescia Ovest e Brescia Est, ed è strutturata in due incontri in presenza di due ore e mezza ciascuno, in programma lunedì 26 gennaio e lunedì 9 febbraio, dalle 20 alle 22.30, nella sede di ATF Federfarma Brescia, in via Grandi 18.

“Serve un approccio codificato, misurato, in punta di piedi - sottolinea la presidente provinciale di Federfarma, Clara Mottinelli, spiegando il senso del percorso formativo pensato per chi lavora “dietro il bancone”. 

“La farmacia è un luogo di fiducia e di prossimità. La maggior parte di chi varca la nostra soglia è donna: vengono per sé e per i propri cari, visto che la funzione accudente è ancora prettamente femminile. Anche le farmaciste sono per due terzi donne”, ricorda Mottinelli, evidenziando perché le farmacie possano intercettare situazioni di fragilità che spesso restano invisibili.

La partecipazione al corso è gratuita, su iscrizione da effettuare entro il 22 gennaio tramite il link sul sito di Federfarma o il QR code presente sulla locandina. Pur rivolta in via prioritaria alle farmacie dei 26 Comuni della Rete antiviolenza di Brescia e hinterland, l’iniziativa è aperta a tutte le associate Federfarma e alle comunali Farcom dell’intera provincia, con l’obiettivo di rafforzare, anche attraverso il ruolo della farmacia di comunità, la rete di protezione e supporto contro la violenza di genere.

Il valore di una corretta lettura dei segnali è stato ricordato anche dalla farmacista Serena Schiavo, che ha richiamato un episodio emblematico: “Tutti ricorderanno che durante il Covid, a Oristano, una diciassettenne entrò in farmacia chiedendo una mascherina 1522. Chi era dietro il bancone capì che era una richiesta di aiuto e intervenne immediatamente”. Segnali che, come sottolinea Schiavo, “non solo vanno colti prontamente, ma richiedono anche di sapere come reagire, con le parole giuste e secondo le modalità più consone”.

Dal punto di vista istituzionale, l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Brescia, Anna Frattini, inquadra l’iniziativa all’interno di un percorso più ampio: “Federfarma è l’87esima realtà entrata nella Rete antiviolenza. Dopo la formazione rivolta agli esercenti, è la volta delle farmacie, da sempre presidi di salute distribuiti in modo capillare sul territorio, a cui le persone si rivolgono con fiducia e prossimità”. Un’analoga iniziativa, rivolta agli operatori degli esercizi commerciali, si era infatti già svolta lo scorso settembre.

Il percorso sarà curato dalle operatrici e professioniste del Centro antiviolenza Butterfly, uno dei due centri convenzionati con il Comune di Brescia, capofila della Rete. Il primo incontro offrirà un inquadramento teorico e normativo, con un approfondimento sulle diverse forme di violenza e sulle dinamiche di potere e controllo, oltre a uno spazio dedicato alle modalità di comunicazione più corrette con una donna vittima di violenza, per evitare giudizi, stereotipi o atteggiamenti invasivi e costruire una relazione di fiducia. Il secondo appuntamento sarà invece focalizzato sugli aspetti operativi: riconoscere segnali fisici, psicologici e relazionali, intervenire in modo discreto e sicuro, conoscere e utilizzare gli strumenti di orientamento ai servizi dedicati, anche attraverso analisi di casi, simulazioni e attività pratiche.

“Lavoreremo soprattutto sulla consapevolezza e sulla prevenzione – spiega Moira Ottelli, del Centro antiviolenza Butterfly – le farmacie possono diventare un collegamento tra le donne vittime di violenza e i centri preposti o le forze dell’ordine”. Al termine del corso, ai partecipanti verrà consegnata una vetrofania da esporre all’esterno della farmacia, a identificare lo spazio come “Spazio che accoglie”, parte integrante della rete cittadina contro la violenza sulle donne. Nelle farmacie sarà inoltre reso disponibile un vademecum con indicazioni sulle frasi da usare e su quelle da evitare in situazioni delicate.

TAG: VIOLENZA, FARMACIE, BRESCIA

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