Carenza farmaci
27 Gennaio 2026Nel podcast Inside EMA l’Agenzia europea dei medicinali richiama l’attenzione sugli effetti delle carenze sui pazienti, tra ansia e accaparramento, e presenta la campagna “It takes a team” per valorizzare il ruolo coordinato di farmacisti, medici e autorità nella continuità delle cure

Le carenze di medicinali hanno un impatto diretto sui pazienti, soprattutto sul piano emotivo, e possono innescare comportamenti che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione. È uno dei messaggi centrali dell’episodio del podcast Inside EMA dedicato alle shortages, in cui l’Ema richiama l’attenzione su ansia, accaparramento e sul lavoro “di squadra” necessario per gestire i momenti critici.
Monica Dash, responsabile all’Ema per l’approvvigionamento e la disponibilità dei medicinali, richiama l’effetto immediato che una carenza può avere sul cittadino: “I pazienti vengono in farmacia e potrebbero non andare via con il medicinale di cui hanno bisogno”. Una situazione che, sottolinea, “crea parecchia ansia nei pazienti, ed è comprensibile”.
Il video del posdcast
Alexandra Faya responsabile della comunicazione dell’Ema collega esplicitamente l’aspetto emotivo ai comportamenti conseguenti: quando un paziente si trova davanti a un farmaco non disponibile, “si crea un’ansia, una risposta emotiva, che è comprensibile e completamente giustificata, ma che può anche portare a comportamenti che non aiutano a risolvere la situazione”. Tra questi, cita il “panic buying”.
Dash conferma il rischio: “È vero in una situazione di carenza, e in particolare di carenza critica, il fatto che i pazienti accumulino medicinali crea una situazione ancora peggiore”. Il problema, spiega, riguarda in particolare le terapie croniche: “Un paziente può avere un mese, due mesi di medicinale, ma potrebbe essere tentato di chiedere al medico sei mesi di terapia”. In un contesto di disponibilità limitata, però, “questo avrà un impatto peggiorativo”.
La dirigente Ema chiarisce che il punto critico è l’effetto cumulativo: “Se abbiamo già una tensione di fornitura, se abbiamo già una carenza critica, se abbiamo già scorte limitate da parte delle aziende, e ogni paziente riceve una quantità maggiore di confezioni, allora ci sarà meno medicinale disponibile”.
Dash precisa anche che la responsabilità non può essere attribuita ai soli pazienti: “Non è responsabilità dei pazienti”, e il fenomeno dell’accaparramento “non riguarda solo i pazienti”. In passato, spiega, “abbiamo visto situazioni in cui altri palyer della catena di approvvigionamento hanno accumulato medicinali, con l’effetto che in una situazione critica, una situazione cattiva diventa molto peggiore se c’è accaparramento”. Da qui la necessità di “allertare tutti gli stakeholder della catena di approvvigionamento per evitare lo stockpiling”.
La risposta efficace, secondo l’Ema, passa invece da un lavoro di squadra, in cui ciascun attore della filiera contribuisce a garantire continuità terapeutica e appropriatezza delle cure. Da queste premesse, l’Ema nel 2025 ha lanciato la campagna “It takes a team”. Si tratta, spiegano nel podcast di “una campagna congiunta tra Ema e diversi attori: farmacisti territoriali e ospedalieri, medici di medicina generale, specialisti”.
L’obiettivo è “mostrare che la gestione delle carenze è uno sforzo collettivo. Le autorità e i regolatori hanno un ruolo centrale, ma anche i professionisti sanitari sul territorio fanno molto: indirizzano i pazienti verso altre farmacie, trovano terapie alternative, collaborano per garantire la continuità delle cure”.
Secondo un rapporto dell’Associazione europea dei farmacisti ospedalieri (Eahp), circa il 95% dei loro membri affronta carenze quasi quotidianamente, ma aggiungono gli interlocutori: “Questo non significa che il paziente resti senza cura, ma che spesso servono coordinamento, cambi di protocollo e soluzioni alternative, un lavoro di cui molti non sono consapevoli”. In molti casi i professionisti sanitari possono “indirizzare verso un’altra farmacia che potrebbe avere il medicinale o che possono trovare prescrizioni alternative”.
“C’è molto lavoro dietro le quinte” spiega Dash, svolto da farmacisti ospedalieri e territoriali, grossisti e autorità regolatorie, con l’obiettivo primario di “prevenire la carenza” e, quando questo non è possibile, di “mitigarne l’impatto sui pazienti”.
Fonte:
https://www.ema.europa.eu/en/news-events/podcast-inside-ema
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
23/01/2026
Il rapporto RespiVirNet segnala una diminuzione dell’incidenza delle infezioni respiratorie acute nella comunità, ma evidenzia una circolazione ancora elevata dei virus nei bambini sotto i 5 anni...
A cura di Redazione Farmacista33
23/01/2026
Il peptide SP6, derivato dalla Spirulina platensis, contribuisce a preservare la funzione metabolica e vascolare nel diabete di tipo 2 modulando l’equilibrio dei fosfolipidi di membrana. Ecco lo...
A cura di Redazione Farmacista33
23/01/2026
Lo screening nazionale gratuito per l’epatite C prosegue anche nel 2026 e resta accessibile in farmacia nelle Regioni che hanno già attivato protocolli dedicati. La nuova Intesa Stato-Regioni del...
A cura di Redazione Farmacista33
23/01/2026
Disponibile fino al 31 dicembre 2026, il corso da 5 crediti Ecm approfondisce il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione e nel supporto oncologico, con un focus sull’educazione alimentare in...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)