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23 Marzo 2026

Tubercolosi in Europa, cala l’incidenza ma un caso su cinque sfugge alla diagnosi. Cresce resistenza ai farmaci

Nel report 2026 di Oms Europa ed Ecdc diminuiscono casi e decessi, ma persistono sottodiagnosi e multiresistenza. Progressi ancora insufficienti per raggiungere gli obiettivi di eliminazione della malattia entro il 2030

di Redazione Farmacista33


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La tubercolosi in Europa diminuisce, ma resta ancora sotto-diagnosticata, un caso su 5, ed è sempre più resistente ai farmaci, mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi di eliminazione della malattia. A fare il punto sono l’Organizzazione mondiale della sanità Europa e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel report di sorveglianza 2026 pubblicato e presentato il 23 marzo 2026, in vista della Giornata mondiale della tubercolosi, che si celebra il 24 marzo.

Nel 2024 nella Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità sono stati segnalati da 51 dei 53 Paesi 161.569 nuovi casi e recidive di tubercolosi, pari a 17,2 casi ogni 100.000 persone, mentre nell’area dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo i casi notificati sono stati 38.249 in 30 Paesi, con un tasso di 8,4 casi ogni 100.000 abitanti. Le stime indicano tuttavia che i casi effettivi nella Regione europea sarebbero circa 204 mila, evidenziando un significativo gap legato alla sottodiagnosi e alla mancata segnalazione. Nell’area Ue/See, inoltre, il 4,2% dei casi riguarda bambini sotto i 15 anni e il 3,5% dei nuovi casi è multiresistente, confermando la persistenza di criticità epidemiologiche nonostante il trend complessivo in diminuzione.

"Una persona su 5 affetta da tubercolosi nella Regione europea non viene ancora diagnosticata dai servizi sanitari. Questa è un'occasione persa per trattare precocemente, prevenire la sofferenza e fermare l'ulteriore trasmissione", sottolinea Hans Henri P. Kluge.

Accanto al quadro epidemiologico generale, emerge con forza il nodo della tubercolosi farmaco-resistente, che continua a rappresentare una delle principali criticità per il controllo della malattia nella Regione europea. Sul fronte della resistenza ai farmaci, il 23% dei nuovi casi in Europa risulta multiresistente, una quota nettamente superiore al 3,2% registrato a livello globale, mentre tra i casi precedentemente trattati oltre la metà presenta resistenza alla rifampicina. Nel 2024 nella Regione europea sono stati segnalati 26.845 casi confermati di tubercolosi resistente alla rifampicina o multiresistente, di cui 817 nell’area dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo.

Anche gli esiti terapeutici restano inferiori agli obiettivi fissati a livello internazionale: nell’area Ue/See il successo del trattamento per le forme multiresistenti si attesta intorno al 56%, una condizione che favorisce la persistenza e la diffusione dei ceppi resistenti.

Nonostante il calo complessivo dei casi e dei decessi, i progressi restano insufficienti rispetto ai traguardi fissati a livello internazionale. Secondo il report, nella Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità l’incidenza della tubercolosi è diminuita del 39% dal 2015 e il numero di morti del 49%, ma entrambe le riduzioni risultano inferiori agli obiettivi del 50% e del 75% previsti dalla strategia globale per il 2025. Anche nell’area dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo la tendenza è analoga: i casi sono diminuiti del 33% e i decessi del 17%, tuttavia la maggior parte dei Paesi non raggiungerà i propri obiettivi per il 2030, con il rischio di migliaia di nuove infezioni e morti che potrebbero essere evitati.

Dal report 2026 emergono anche altri numeri, per esempio sulle co-infezioni di Tbc e Hiv: si stima che nella Regione europea siano stati 23 mila i casi di tubercolosi in pazienti Hiv-positivi, l'80% dei quali concentrati nella Federazione Russa (52%) e in Ucraina (28%). Nonostante gli elevati tassi di test Hiv tra i pazienti affetti da tubercolosi (93%), la copertura della terapia antiretrovirale rimane al di sotto dell'obiettivo universale dell’Oms.

"Abbiamo fatto progressi, con una riduzione del 39% dell'incidenza della tubercolosi e del 49% dei decessi dal 2015 – afferma Kluge – ma non stiamo ancora procedendo abbastanza velocemente e la tubercolosi farmaco-resistente rimane una delle minacce più gravi che dobbiamo affrontare. Investendo nella diagnosi rapida, in regimi terapeutici orali più brevi e in un follow-up più efficace, i Paesi possono raggiungere più persone in fase precoce, migliorare gli esiti e rimetterci sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi".

Anche il successo del trattamento rimane al di sotto degli standard previsti: nella Regione europea per la tubercolosi di nuova insorgenza e per la tubercolosi resistente alla rifampicina o multiresistente è stato rispettivamente del 74% e del 66%, rispetto agli obiettivi del 90% e dell'80%. Nell'Ue/See, il successo complessivo del trattamento si attesta al 64%, a fronte di un obiettivo Oms del 90%.

Per quanto riguarda la popolazione delle carceri in Ue/See, i detenuti hanno un tasso di notifica di tubercolosi pari a 121,6 casi ogni 100.000 persone, con un rischio relativo 13,2 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Gli autori del report concludono con un appello ad agire per intensificare la prevenzione della tubercolosi e la diagnosi precoce, con particolare attenzione alle popolazioni ad alto rischio e marginalizzate, compresi i detenuti, e per ampliare l'accesso ai test diagnostici rapidi e ai test di sensibilità ai farmaci raccomandati dall’Oms, al fine di migliorare gli esiti per i pazienti e ridurre le perdite al follow-up.

Fonte:

https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/world-tuberculosis-day-2026 

TAG: EUROPEAN CENTRE FOR DISEASE PREVENTION AND CONTROL (ECDC), ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITà - OMS

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