Aderenza terapeutica
27 Marzo 2026In occasione della Giornata Mondiale dell’Aderenza alla Terapia, la Sif richiama l’attenzione sulla gestione della politerapia e sulla necessità di monitorare nel tempo l’appropriatezza delle prescrizioni. Centrale il ruolo del deprescribing per migliorare sicurezza, aderenza e sostenibilità delle cure.

Comunicazione medico-paziente, revisione periodica delle terapie e deprescribing sono alcuni elementi chiave su cui intervenire per migliorare l’aderenza alle cure, soprattutto negli anziani e nei pazienti con patologie croniche. In occasione della Giornata Mondiale dell’Aderenza alla Terapia, la Società Italiana di Farmacologia (Sif) richiama l’attenzione sull’importanza di monitorare nel tempo l’appropriatezza delle prescrizioni e di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso terapeutico, riducendo la complessità dei regimi farmacologici quando non più necessari e favorendo una gestione più sicura ed efficace delle cure nelle condizioni di cronicità.
Un’attenzione particolare riguarda la gestione della politerapia, sempre più diffusa in una popolazione che invecchia e convive con patologie croniche multiple. In Italia, circa il 30% degli over 65 assume ogni giorno più di 10 farmaci, una situazione che aumenta il rischio di interazioni, effetti indesiderati e difficoltà nel seguire correttamente le terapie. L’invecchiamento della popolazione e la crescente diffusione delle patologie croniche rendono quindi la complessità terapeutica una delle principali sfide per il sistema sanitario. In questo contesto, la Sif sottolinea il valore del deprescribing come parte integrante del percorso di cura: una revisione periodica e sistematica delle prescrizioni che consente di rivalutare nel tempo il rapporto rischio-beneficio dei trattamenti, ridurre le terapie non più necessarie e semplificare i regimi farmacologici, con benefici in termini di sicurezza, appropriatezza e aderenza, soprattutto nei pazienti anziani e con cronicità.
L’aderenza alla terapia è un pilastro della buona pratica clinica: seguire correttamente le indicazioni terapeutiche, nel rispetto di dosi, tempi e durata del trattamento, significa migliorare gli esiti di salute, ridurre gli effetti indesiderati e prevenire complicanze e sprechi di risorse. Centrale in questo processo è la costante valutazione del rapporto rischio-beneficio di ogni trattamento farmacologico, che deve essere condivisa con il paziente e rivalutata nel tempo alla luce dell’evoluzione delle condizioni cliniche e delle evidenze disponibili.
“La promozione dell’aderenza alla terapia non è solo una responsabilità clinica, ma anche un dovere etico nei confronti dei pazienti e della collettività”, dichiara il presidente della Sif, Armando Genazzani. “Ogni trattamento deve essere accompagnato da un’attenta comunicazione con il paziente e da una valutazione continua del rapporto rischio-beneficio. È fondamentale ricordare che i farmaci vengono autorizzati attraverso rigorosi processi regolatori che ne valutano qualità, efficacia e sicurezza: tuttavia, l’approvazione rappresenta solo l’inizio del loro utilizzo nella pratica clinica, dove il monitoraggio continuo e il coinvolgimento attivo del paziente diventano determinanti per garantire l’aderenza”.
“Parallelamente — aggiunge Genazzani — la revisione delle prescrizioni deve essere considerata parte integrante del percorso terapeutico: non solo iniziare una terapia in modo appropriato, ma anche saperla riconsiderare, ridurre o sospendere quando il bilancio rischio-beneficio non è più favorevole. Questo approccio è essenziale per garantire cure realmente centrate sul paziente e sostenibili per il sistema sanitario”.
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