Influenza
24 Giugno 2026La circolare annuale richiama le Regioni a rafforzare l'offerta vaccinale coinvolgendo anche le farmacie. Focus su vaccinazione degli operatori sanitari, vaccini trivalenti aggiornati e buone pratiche per la somministrazione.

Il Ministero della Salute invita le Regioni a rafforzare la rete territoriale per aumentare le coperture vaccinali contro l'influenza nella stagione 2026-2027, puntando su un modello organizzativo che coinvolga Dipartimenti di Prevenzione, medici di famiglia, pediatri, strutture sanitarie e sociosanitarie e farmacie. Nella circolare annuale con le raccomandazioni per la prossima campagna antinfluenzale, il Ministero sottolinea la necessità di attivare strategie di offerta attiva rivolte alle diverse popolazioni target e di promuovere la vaccinazione degli operatori sanitari, favorendone la somministrazione direttamente nei luoghi di lavoro.
Il documento richiama le Regioni a garantire che la copertura vaccinale sia "la più alta possibile" attraverso una governance coordinata dai Dipartimenti di Prevenzione e basata sulla collaborazione tra tutti gli attori della sanità territoriale. In questo modello rientrano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, sedi vaccinali territoriali e ospedaliere, strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali e farmacie.
L'obiettivo è favorire l'accesso alla vaccinazione nelle diverse categorie target e rafforzare le strategie di offerta attiva, considerate uno strumento essenziale per ridurre il rischio di complicanze, ricoveri e decessi correlati all'influenza.
Particolare attenzione viene dedicata alla vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari. "Per ridurre il rischio di diffusione della malattia, risulta indispensabile e prioritaria la vaccinazione di alcune categorie professionali, quali gli operatori sanitari", si legge nella circolare.
Il Ministero richiama inoltre la necessità di migliorare le coperture vaccinali del personale sanitario come forma di protezione indiretta delle persone più fragili. Per questo raccomanda iniziative specifiche che facilitino la vaccinazione direttamente nei luoghi di lavoro e in tutte le occasioni utili a raggiungere il personale.
Tra le categorie per cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente figurano medici e personale sanitario e sociosanitario, oltre a forze di polizia, vigili del fuoco e altre categorie di lavoratori impegnati nei servizi essenziali.
La circolare recepisce le raccomandazioni formulate dall'Organizzazione mondiale della sanità il 27 febbraio 2026 per l'emisfero settentrionale e conferma l'utilizzo dei vaccini antinfluenzali trivalenti.
Per i vaccini prodotti in uova embrionate di pollo i ceppi raccomandati sono A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09-like, A/Darwin/1454/2025 (H3N2)-like e B/Tokyo/EIS13-175/2025-like del lignaggio Victoria. Per i vaccini ottenuti su colture cellulari o con tecnologie ricombinanti sono invece indicati i ceppi A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09-like, A/Darwin/1415/2025 (H3N2)-like e B/Pennsylvania/14/2025-like.
Viene inoltre confermata l'uscita definitiva del lignaggio B/Yamagata dalla composizione vaccinale. Secondo il Comitato consultivo OMS per la composizione del vaccino antinfluenzale, "questo lignaggio non costituisce più un rischio per la sanità pubblica e che la protezione vaccinale contro questo virus non sia più necessaria".
Sul piano pratico, il Ministero raccomanda per gli over 60 l'utilizzo di vaccini potenziati, adiuvati o ad alto dosaggio, che offrono una maggiore protezione nei confronti delle forme severe della malattia. Per i bambini sotto i 9 anni mai vaccinati in precedenza restano invece previste due dosi a distanza di almeno quattro settimane, mentre una sola dose è sufficiente nei bambini già vaccinati nelle stagioni precedenti.
Le Regioni sono chiamate ad avviare le campagne vaccinali a partire dalla 40ª settimana dell'anno, corrispondente all'inizio di ottobre, garantendo la prosecuzione dell'offerta attiva per tutta la stagione influenzale.
Restano confermati gli obiettivi di copertura previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale: il 75% come livello minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli ultrasessantacinquenni. La circolare richiama la necessità di mettere in campo azioni organizzative e comunicative in grado di favorire l'adesione alla vaccinazione, soprattutto nelle categorie a rischio.
Un intero capitolo è dedicato agli aspetti organizzativi della campagna vaccinale. Il documento raccomanda che la somministrazione avvenga "nel rispetto delle buone pratiche vaccinali, a garanzia della qualità, della sicurezza, dell'appropriatezza e della tracciabilità della prestazione".
Tra gli adempimenti richiesti figura il triage pre-vaccinale, finalizzato a individuare eventuali controindicazioni o precauzioni e a indirizzare il paziente a una valutazione medica in caso di dubbi.
Particolare attenzione viene riservata alla corretta conservazione dei vaccini. Le strutture erogatrici devono garantire il mantenimento della catena del freddo con temperature comprese tra +2°C e +8°C, procedure per il monitoraggio continuo della temperatura e sistemi per la gestione di eventuali escursioni termiche.
La circolare richiama inoltre l'obbligo di registrare ogni vaccinazione nell'Anagrafe vaccinale nazionale e sottolinea che "la tracciabilità della prestazione è essenziale anche ai fini della farmacovigilanza".
Sul fronte della sicurezza, tutti gli operatori coinvolti nella vaccinazione devono essere adeguatamente formati nel riconoscimento e nella gestione delle reazioni allergiche gravi e deve essere disponibile l'adrenalina per il trattamento immediato dell'anafilassi. È inoltre raccomandato un periodo di osservazione post-vaccinale di almeno 15 minuti dopo la somministrazione.
La circolare dedica infine spazio alle strategie di comunicazione, invitando le Regioni ad adottare strumenti basati sulle evidenze scientifiche per favorire l'adesione alla vaccinazione.
Tra le misure suggerite figurano richiami personalizzati tramite SMS o Fascicolo sanitario elettronico, campagne informative rivolte ai diversi gruppi di popolazione e iniziative per superare barriere culturali, linguistiche e socioeconomiche che possono ostacolare l'accesso alla vaccinazione.
Il documento richiama inoltre l'importanza di valorizzare il ruolo della vaccinazione antinfluenzale anche nel contrasto dell'antimicrobico-resistenza e invita a cogliere ogni contatto utile con il cittadino per promuovere l'adesione alla campagna vaccinale.
Fonte:
ph.cr.
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