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29 Giugno 2026Nel corso del Simposio sulla medication review e deprescribing, tenutosi a Verona, presentati i dati di una ricerca: nei primi 100 pazienti over85 sospesi in media quattro farmaci per persona, con un risparmio stimato di 60 mila euro l'anno per il Servizio sanitario nazionale.

Antidepressivi, benzodiazepine, statine, diuretici e inibitori di pompa protonica sono tra le categorie di farmaci più frequentemente rivalutate e, quando clinicamente appropriato, sospese o ridotte nei pazienti anziani in politerapia. È uno dei dati emersi nel corso del Simposio "Medication review e deprescribing come strategia di ottimizzazione delle polifarmacoterapie", organizzato dall'Università di Verona il 24 e 25 giugno sui nuovi modelli per migliorare l'appropriatezza prescrittiva e la sicurezza delle terapie farmacologiche.
La revisione sistematica delle terapie nasce dalla crescente diffusione della politerapia negli anziani. Secondo i dati presentati, circa il 30% degli over 65 assume quotidianamente 10 o più farmaci, una condizione che aumenta il rischio di interazioni farmacologiche, reazioni avverse e ricoveri correlati ai medicinali.
Il progetto sviluppato dall'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, avviato nel 2024 e progressivamente esteso a più unità operative, punta proprio a identificare i trattamenti non più necessari o potenzialmente inappropriati attraverso un percorso strutturato di medication review e deprescribing, senza promuovere la sospensione indiscriminata delle terapie ma una loro rivalutazione personalizzata.
I risultati del progetto pilota riguardano i primi 100 pazienti, con un'età media di 85 anni. La rivalutazione multidisciplinare delle terapie ha portato alla sospensione di circa quattro farmaci per paziente, riguardanti soprattutto antidepressivi, benzodiazepine, statine, diuretici e gastroprotettori appartenenti alla classe degli inibitori di pompa protonica. Secondo i ricercatori, la semplificazione della terapia consente di ridurre il rischio di eventi avversi, migliorare l'aderenza terapeutica e favorire percorsi assistenziali più appropriati nei pazienti fragili.
Alla riduzione dei farmaci si associa anche un impatto economico. Per i primi 100 pazienti valutati è stato stimato un risparmio annuo di circa 60 mila euro per il Servizio sanitario nazionale, destinato ad aumentare se si considera anche la possibile riduzione delle riospedalizzazioni correlate agli eventi avversi da farmaci.
Nel corso del simposio Gianluca Trifirò, professore ordinario di Farmacologia dell'Università di Verona e coordinatore del progetto, ha evidenziato come l'esperienza veronese rappresenti oggi un riferimento nazionale.
"La nostra attività di medication review è punto di riferimento nazionale perché questo specifico servizio ospedaliero è unico in Italia. Dall'avvio, in Aoui è stato esteso in altri reparti e può essere allargato anche ad altre strutture sanitarie e al territorio. I risultati di questi due anni hanno confermato l'utilità, sia in termini di benefici per il paziente sia dal punto di vista della sostenibilità economica con risparmi importanti per il Ssn. Il naturale potenziamento dell'attività sarà supportato dal finanziamento del Ministero della Salute che permetterà di validare strumenti di intelligenza artificiale per la revisione delle terapie farmacologiche, aprendo così una nuova fase di sviluppo. Nuovi modelli organizzativi dovranno essere considerati per l'implementazione di servizi di medication review e deprescribing in differenti setting assistenziali."
Tra i temi affrontati durante il convegno ha trovato spazio anche l'impiego degli strumenti digitali nella gestione della politerapia. È stato presentato PINA (Prescribing Inappropriateness Assessment), un software sviluppato dallo spin-off accademico Inspire che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per supportare farmacologi clinici nella valutazione dell'appropriatezza prescrittiva.
La piattaforma organizza i dati clinici e farmacologici del paziente e facilita la revisione delle terapie, lasciando comunque al professionista sanitario la decisione finale sulle eventuali modifiche del trattamento. Il programma scientifico del simposio ha dedicato un'intera sessione alle tecnologie digitali e ai modelli organizzativi per rendere la medication review parte integrante della pratica clinica nei diversi setting assistenziali, dall'ospedale al territorio.
Fonte:
https://www.ddsp.univr.it/?ent=iniziativa&id=15107
ph.cr.magnific
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