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17 Luglio 2026

Benzodiazepine negli anziani: la formazione di farmacisti e medici riduce l'uso cronico

Uno studio spagnolo dimostra che con la formazione dei professionisti sanitari sull'accompagnamento nell'assistenza primaria dei pazienti anziani in terapia con benzodiazepine, si può ridurre l'uso cronico di questi farmaci.


Benzodiazepine negli anziani: la formazione di farmacisti e medici riduce l'uso cronico

L'uso prolungato di benzodiazepine rappresenta una criticità particolarmente rilevante nella popolazione anziana, poiché può incidere sulla sicurezza, sull'autonomia e sulla qualità della vita,. Pur mantenendo un ruolo terapeutico in specifiche situazioni cliniche e per periodi limitati, questi farmaci richiedono una rivalutazione periodica, perché una terapia iniziata per affrontare una fase transitoria di insonnia, ansia o disagio emotivo può trasformarsi nel tempo in un trattamento abituale, spesso proseguito senza una reale verifica della sua necessità. In questo contesto la formazione di medici, infermieri e farmacisti e interventi di sensibilizzazione rivolti ai pazienti ha portato a una riduzione della prescrizione cronica di benzodiazepine nell'assistenza primaria. È quanto emerge da uno studio spagnolo che propone un modello integrato di deprescrizione rivolto soprattutto alla popolazione anziana.

In aumento disturbi mentali e insonnia 

Gli autori ricordano che negli ultimi anni, anche in seguito alla pandemia di Covid-19, l'aumento dei disturbi mentali ha favorito una maggiore prescrizione di farmaci ipnotici e ansiolitici. Un sonno di buona qualità rappresenta un elemento essenziale per la salute mentale, cognitiva e fisica, ma tra gli over 65 l'insonnia interessa il 40-50% della popolazione. Nonostante le linee guida raccomandino come primo approccio gli interventi non farmacologici, le benzodiazepine continuano a essere ampiamente utilizzate, pur essendo associate a un aumento del rischio di cadute, deterioramento cognitivo, sonnolenza diurna, confusione, alterazioni cognitive, tolleranza e dipendenza. 
Secondo i ricercatori, anche fattori sociali e ambientali, come la solitudine, le elevate temperature e lo svantaggio socioeconomico, possono influire sulla qualità del sonno e contribuire al ricorso a questi farmaci.

Per queste ragioni, le strategie più efficaci non mirano a una semplice sospensione del farmaco, ma prevedono un percorso integrato, fondato sulla riduzione graduale della dose, sull'accompagnamento del paziente e sulla proposta di alternative concrete per la gestione dell'insonnia e del disagio emotivo.

Formazione dei professionisti e accompagnamento del paziente

Lo studio osservazionale, pubblicato su Atención Primaria, ha valutato l'impatto di un intervento formativo e comunitario sulla prescrizione cronica di benzodiazepine, realizzato tra ottobre 2023 e dicembre 2024 e articolato su due livelli complementari. Il primo ha riguardato la formazione dei professionisti: il personale sanitario del centro di assistenza primaria ha partecipato a un corso accreditato di 14 ore, mentre ai farmacisti di comunità è stato dedicato un percorso di 3 ore. La formazione era finalizzata a rafforzare le competenze nella deprescrizione delle benzodiazepine, nella gestione non farmacologica dell'insonnia e nell'approccio al disagio emotivo delle persone anziane. Parallelamente è stata avviata una campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione attraverso radio locali, lettere informative, materiale divulgativo distribuito nelle farmacie e nel centro sanitario, contenuti accessibili tramite QR code e laboratori di gruppo.

Meno confezioni dispensate

I risultati mostrano che il numero di confezioni di benzodiazepine dispensate è passato da 12.149 nel 2023 a 10.964 nel 2024, con una diminuzione del 9,8%. La riduzione è risultata superiore a quella registrata nello stesso periodo nel resto dell'area sanitaria di riferimento, dove il calo si è fermato al 5,6%, un elemento che, secondo gli autori, suggerisce un possibile contributo dell'intervento, pur in assenza di un gruppo di controllo. La tendenza si è mantenuta anche nel 2025, quando la riduzione cumulativa rispetto al 2023 ha raggiunto il 21,6%.

Un risultato positivo è emerso anche tra le persone di età pari o superiore a 65 anni, nelle quali il numero di prescrizioni croniche è diminuito da 525 a 492, pari a una riduzione del 6,3%. Un dato apparentemente contenuto, ma rilevante in una popolazione in cui una minore esposizione prolungata alle benzodiazepine può contribuire a migliorare sicurezza, autonomia e appropriatezza delle cure.

Una strategia che coinvolge anche la farmacia

Gli autori sottolineano che la farmacia di comunità può svolgere un ruolo strategico in questo processo, non solo partecipando ai percorsi formativi, ma anche promuovendo gli interventi non farmacologici, orientando i pazienti verso le risorse presenti sul territorio e favorendo il collegamento con iniziative di prescrizione sociale e altri servizi della comunità.

I ricercatori osservano inoltre che la deprescrizione delle benzodiazepine incontra ancora numerosi ostacoli nella pratica clinica. Tra i principali indicano il tempo limitato a disposizione durante le visite, la resistenza di alcuni pazienti a modificare terapie assunte da lungo tempo e la necessità di una formazione specifica dei professionisti sulla sospensione di questi farmaci.

Lo studio, seppure con alcuni limiti, primo fra tutti l'assenza di un gruppo di controllo, indica una direzione interessante, mostrando come il contrasto all'uso cronico delle benzodiazepine richieda interventi coordinati, capaci di integrare la formazione dei professionisti, l'informazione della comunità e un sostegno continuativo al paziente. La deprescrizione, infatti, difficilmente può essere affrontata attraverso una singola raccomandazione, soprattutto quando l'assunzione del farmaco si è consolidata nel corso degli anni, ma richiede tempo, gradualità, ascolto e la disponibilità di alternative concrete che aiutino il paziente a gestire l'insonnia e il disagio emotivo in modo più sicuro.

Secondo gli autori, interventi di questo tipo, caratterizzati da costi contenuti e facilmente replicabili nei centri di assistenza primaria, potrebbero favorire un uso più appropriato delle benzodiazepine nella pratica clinica.

Fonte:

https://www.elsevier.es/es-revista-atencion-primaria-27-articulo-intervencion-formativa-comunitaria-reducir-el-S0212656726001071

ph.cr.magnific

TAG: BENZODIAZEPINE, ANZIANI, DEPRESCRIZIONE, INSONNIA, FORMAZIONE, FARMACISTI

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