emicrania
21 Settembre 2026In uno studio pilota condotto nelle farmacie di comunità, il 69% dei pazienti ha dichiarato di avere applicato almeno una delle raccomandazioni ricevute dal farmacista, mentre il 38% ha riferito un miglioramento della frequenza o della gravità dell’emicrania.

Il counseling strutturato del farmacista ha portato il 69% dei pazienti ad applicare almeno una delle raccomandazioni ricevute e il 38% a riferire un miglioramento della frequenza o della gravità dell’emicrania. È quanto emerge da uno studio pilota prospettico, pubblicato su The Journal of Headache and Pain, che ha coinvolto 198 pazienti in 19 farmacie di comunità norvegesi.
Il servizio prevedeva due consulenze individuali strutturate, svolte in un locale dedicato della farmacia oppure telefonicamente. Per garantire un approccio uniforme nelle diverse sedi, i farmacisti seguivano una guida standardizzata, elaborata con il contributo di farmacisti, ricercatori e specialisti dell’emicrania.
Prima dell’avvio del servizio, i farmacisti avevano completato una formazione di circa cinque ore e articolata in moduli digitali e sessioni con un docente. Il programma riguardava la farmacoterapia dell’emicrania, il momento e il dosaggio corretti per l’assunzione dei triptani e degli altri medicinali, la prevenzione della cefalea da uso eccessivo di farmaci, l’impiego della guida, le procedure di documentazione e la gestione di situazioni comunicative concrete.
Durante il primo incontro, il farmacista raccoglieva informazioni sulla storia dell’emicrania, sulla frequenza degli attacchi, sui possibili fattori scatenanti e sulle terapie utilizzate. Attraverso domande predefinite venivano inoltre verificate le conoscenze del paziente sulle modalità di assunzione, sul dosaggio, sugli effetti attesi, sulle reazioni avverse e sulle interazioni dei medicinali.
La consulenza comprendeva la revisione dei trattamenti dell’attacco e delle terapie preventive, con particolare attenzione all’impiego appropriato dei triptani e alla prevenzione dell’uso eccessivo di farmaci. Il farmacista forniva anche indicazioni sugli stili di vita, sull’identificazione dei fattori scatenanti, sull’utilizzo del diario della cefalea e sulle situazioni nelle quali rivolgersi al medico.
Il secondo incontro, programmato generalmente dopo due-otto settimane, serviva a verificare l’applicazione delle raccomandazioni e gli eventuali cambiamenti nella frequenza o nella gravità degli attacchi e nelle assenze dal lavoro, dalla scuola o dalle attività sociali. Non erano previsti promemoria automatici: la partecipazione al follow-up dipendeva quindi dall’iniziativa del paziente.
Tra i pazienti tornati al controllo, il 69% ha dichiarato di avere applicato almeno una raccomandazione ricevuta durante il primo incontro. I consigli seguiti più frequentemente riguardavano le modalità di assunzione del medicinale e le aspettative sugli effetti del trattamento. Inoltre, il 38% ha riferito un miglioramento della frequenza o della gravità dell’emicrania, mentre l’11% ha segnalato una riduzione delle assenze dal lavoro, dalla scuola o dalle attività sociali. La consulenza ha, infine, permesso di individuare dubbi anche tra i pazienti già in trattamento, soprattutto sul momento in cui assumere i triptani, sugli intervalli tra le dosi, sulle possibili interazioni e sulle differenze tra trattamento dell’attacco e terapia preventiva.
I risultati dello studio si inseriscono nella stessa direzione del progetto italiano “Il primo sollievo inizia in farmacia”. L’iniziativa coinvolge 150 farmacie e propone un modello strutturato di pre-screening e counselling, basato su un algoritmo che guida il farmacista nella valutazione della storia del paziente, nel riconoscimento delle principali forme di cefalea e dei segnali d’allarme e nella verifica della risposta al trattamento. Il percorso comprende anche indicazioni sull’uso appropriato dei farmaci sintomatici, sulla prevenzione dell’abuso, sull’impiego del diario della cefalea e sui criteri di invio al medico o ai Centri Cefalee. I dati norvegesi si collocano quindi nella stessa direzione del modello promosso in Italia e suggeriscono che una consulenza strutturata in farmacia possa accrescere la consapevolezza dei pazienti e favorire l’applicazione delle raccomandazioni ricevute.
Fonte
J Headache Pain. 2026;27:124. doi: 10.1186/s10194-026-02374-3.
ph.cr.magnific
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
14/09/2026
Gli agonisti del Glp-1 sono sempre più diffusi nel trattamento del diabete e dell'obesità e la crescente popolarità di queste terapie rende importante conoscere indicazioni, benefici, limiti ed...
A cura di Redazione Farmacista33
14/09/2026
La farmacista Eleonora Teti autrice della lettera aperta pubblicata nei giorni sorsi da Farmacista33 replica al presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone. Pubblichiamo...
A cura di Redazione Farmacista33
14/09/2026
Le Unità farmaci antiblastici sono interessate da cambiamenti tecnologici, regolatori e organizzativi che richiedono nuove competenze e una maggiore integrazione tra professionalità diverse. Al...
A cura di Redazione Farmacista33
11/09/2026
L'Agenzia italiana del farmaco ha approvato inavolisib, arriva così in Italia la prima terapia personalizzata per le pazienti con carcinoma mammario metastatico
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)