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26 Ottobre 2026Secondo un dato Ats riferito dal presidente dell’Ordine dei farmacisti di Como a La Provincia, il 98% delle richieste notturne arriva entro le 23. De Filippis segnala le difficoltà nel coprire i turni. Un farmacista lettore richiama il valore del servizio, soprattutto nei territori più disagiati.

Garantire l’accesso ai farmaci durante la notte, anche nei piccoli centri, richiede un’organizzazione che deve fare i conti con la disponibilità di farmacisti, i costi dei turni e la domanda effettiva dei cittadini. Nel Comasco il tema è stato sollevato dal presidente dell’Ordine dei farmacisti, Giuseppe De Filippis, che sulla stampa locale ha segnalato le difficoltà nel sostenere il servizio notturno, richiamando un dato dell’Ats: il 98% delle richieste arriva prima delle 23.
Al centro delle osservazioni di De Filippis c’è il rapporto tra la domanda nelle ore più tarde e le risorse necessarie per garantire il servizio. “Secondo uno studio della nostra Ats il 98% delle richieste durante le notti arriva prima delle 23 di sera”, riferisce il presidente a La Provincia. Il dato, riportato dal quotidiano attraverso le sue dichiarazioni, descrive una domanda concentrata nella prima parte della notte.
De Filippis mette quindi in discussione l’attuale organizzazione del servizio, soprattutto nei piccoli centri del territorio lariano, dove ritiene che gli accessi siano insufficienti rispetto ai costi sostenuti. La difficoltà riguarda anche la disponibilità di farmacisti per coprire i turni: secondo quanto riferito nell’intervista, il ricorso a professionisti esterni può comportare una spesa fino a 400 euro a notte.
Il problema si inserisce in un quadro più ampio di carenza di personale. La Provincia riporta una stima di circa 70 farmacisti mancanti nelle 175 farmacie del Comasco. Tra le possibili ragioni, il presidente indica la vicinanza con la Svizzera e la scelta di una parte dei giovani laureati di lavorare nell’industria farmaceutica o cosmetica.
In calce alle considerazioni del presidente comasco, esprime una posizione diversa un lettore, verosimilmente farmacista, che prende le distanze dalle dichiarazioni del presidente definendo il servizio notturno parte integrante della professione. L’autore del commento richiama soprattutto la funzione delle farmacie nei paesi più disagiati, dove rappresentano spesso un presidio sanitario che i cittadini sentono vicino e disponibile. Ricorda, in particolare, le necessità dei genitori con un bambino malato, delle persone dimesse dal Pronto soccorso o visitate dalla guardia medica e di chi cerca assistenza durante la notte. Offrire un sostegno in queste circostanze, sottolinea, è parte del lavoro del farmacista e una fonte di soddisfazione professionale.
Fonte
ph.cr.magnific
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