Ecm, troppe differenze di offerta tra professioni, poca per farmacisti
Solo il 10% delle offerte formative riguarda la farmacia. È questo uno dei dati emersi dalla prima giornata della sesta conferenza Ecm, organizzata dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) presso il Palazzo dei Congressi a Roma. Ci sono, infatti, troppe differenze di offerta formativa tra le professioni e anche per quel che riguarda i livelli di partecipazione delle varie professioni. La maggior parte della formazione, infatti, è rivolta a medici chirurghi (65%), seguiti da infermieri (38%) e riabilitazione (25%), il 10% riguarda la farmacia, l'8% odontoiatria e psicologia. A fare il punto sulla Formazione Continua in Medicina, la Sesta Conferenza Ecm, organizzata dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) presso il Palazzo dei Congressi a Roma. Dai medici agli infermieri, dagli psicologi alle ostetriche, passando per veterinari, biologi, dentisti e farmacisti: sono 1.200.000 i professionisti della sanità destinatari di formazione continua e 1.400 i provider che la forniscono, ovvero gli enti pubblici (come asl e aziende ospedaliere), o privati che investono in eventi formativi. «La formazione è occasione di crescita professionale ma va tutto a beneficio dei cittadini e dell'offerta sanitaria, per questo è importante che vi siano controlli per valutarne qualità e serietà. Quelli effettuati nel nel 2014 sono stati ben 260», secondo Achille Iachino, segretario Commissione Formazione continua. «In alcuni casi - sottolinea il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco - è stato tolto l'accreditamento, a dimostrazione del fatto che il sistema di controllo diventa serio e robusto. Tuttavia, i risultati positivi non devono mettere in secondo piano le criticità, ovvero la forte asimmetria tra le professioni destinatarie di formazione. Dobbiamo aumentare l'offerta». La formazione in sanità, secondo Francesco Bevere, direttore generale dell'Agenas, «oltre ad alimentare le conoscenze, le capacità e le competenze, risveglia il senso di appartenenza di ciascuno». Le prospettive future mirano «alla semplificazione per l'accreditamento», sottolinea Iachino. «Serve una profonda riforma normativa per ridurre gli adempimenti burocratici a carico dei provider, puntando di più sulla qualità».
Marco Malagutti
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