Puglia, Regione sostituisce biologico con biosimilare. Pazienti protestano
Potrebbe trasformarsi in un'azione legale contro la Regione Puglia la protesta di un gruppo di genitori di bambini affetti da bassa statura patologica che, nella provincia di Foggia, si sono visti imporre la prescrizione di un ormone biosimilare, al posto di quello biologico finora prescritto, per consentire un risparmio di spesa al Ssr. I genitori hanno inviato una lettera alla Regione dopo la delibera regionale che, stando al parere di loro legali non sarebbe legittima in quanto, scrivono «infrange il diritto alla eguaglianza delle cure, sancito dalla legge di riforma del servizio sanitario nazionale, cioè il diritto del cittadino di essere curato con il farmaco migliore; contrasta con il diritto alla insindacabilità della prescrizione farmacologica del medico che agisce secondo scienza e coscienza, prescrivendo comunque un farmaco presente nel prontuario nazionale, e inoltre, la delibera, così come concepita, fa ricadere sul medico tutte le responsabilità di un eventuale evento avverso provocato dal farmaco biosimilare». Per ora il direttore della U.O. di Pediatria di Foggia, accogliendo la richiesta di risparmio della Regione, ha proposto la prescrizione di un farmaco biologico a minor costo (sul mercato ci sono sette biologici con sette prezzi diversi), sia sui pazienti in nuova terapia che su quelli già in cura, prevedendo un risparmio tra il 20 e il 30% (tra 200.000 e 300.000 euro) in un anno. Ma nemmeno questa proposta ha sortito alcun risultato da parte della Asl. Secondo Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici e coordinatore del Biosimilar Italian Group, la questione è stata posta con «una visione riduttiva di questi medicinali che ha dato origine a diverse contraddizioni probabilmente frutto di una scarsa conoscenza della materia». Per Colantuoni il diritto del paziente a essere curato con farmaci efficaci e sicuri va tutelato, ed «è quello che pare essere effettivamente successo: un medico ha scelto il biosimilare dell'ormone della crescita (GH) e i biosimilari del GH sono farmaci efficaci e sicuri, che vantano ormai una storia clinica piuttosto lunga e che vengono impiegati con successo da anni in Europa». E aggiunge: «Sarebbe più utile parlare di biosimilare non solo come di un medicinale a minor costo ma come di un farmaco frutto di una tecnologia più recente. Perché di questo si tratta: il biosimilare è prodotto facendo tesoro dei progressi registrati nelle biotecnologie, presenta alcune caratteristiche migliorative e ha dimostrato sui pazienti di essere altrettanto efficace del farmaco originatore e in più costa meno. E questo avviene per diverse ragioni, perché i costi di ricerca sono inferiori, perché le stesse tecnologie, nel tempo, migliorano pur costando meno».
Simona Zazzetta
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