Morti sospette da vaccino anti-influenza, lotti ritirati mai arrivati nelle farmacie
No a reazioni di panico e ad allarmismo esagerato. È questo l'input che arriva da operatori sanitari e Istituzioni dopo i casi di morti sospette verificatesi in seguito alla somministrazione di vaccini antinfluenzali. I decessi "incriminati" sono cinque: in Toscana, in Sicilia, in Molise e in Puglia ma non ci sono «difetti di produzione» spiega il direttore dell'Agenzia italiana del farmaco Luca Pani «altrimenti avremmo fatto un sequestro, non un divieto di utilizzo. Il che ci permette di raccogliere più dati». Improbabile, almeno sul piano dei numeri, secondo Pani, anche il rapporto rischio diretto con il vaccino. Gli eventi sottoposti a indagine «sono stati cardiovascolari e potrebbero essere dovuti a malattie concomitanti» aggiunge il diretto dell'Aifa che ricorda anche come i lotti siano stati distribuiti solo alle Asl e a nessuna farmacia territoriale. La conferma sulla sicurezza del canale farmacia arriva anche da Federfarma: in un comunicato il presidente Annarosa Racca ribadisce come i lotti "incriminati" «non sono stati distribuiti attraverso le farmacie del territorio, bensì unicamente dalle strutture pubbliche e dagli ambulatori». La speranza del presidente di Federfarma è che «l'utilità delle vaccinazioni non sia messa in discussione perché i vaccini rappresentano un prezioso strumento di sanità pubblica». Per stabilire se c'è un nesso di causalità con le morti bisognerà aspettare l'esito dei primi risultati delle analisi che, spiega Pani «saranno pronti entro una settimana, dieci giorni». Sulla sicurezza insiste anche il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo che in una nota sottolinea come «il divieto di utilizzo dei due lotti di vaccino antinfluenzale è stato disposto a scopo precauzionale, ma i vaccini sono sicuri e solo l'anno scorso le persone morte in Italia per complicanze legate all'influenza sono state più di 8mila».
Marco Malagutti
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