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Politica e Sanità

03 Dicembre 2014

Veneto: digitalizzazione pesa su farmacie, auspicabile contributo in convenzione


Realizzazioni diverse a seconda della regione, un meccanismo che non sempre, nella pratica, semplifica le incombenze dei farmacisti, anzi, un passaggio avvenuto solo in parte, con il permanere di retaggi del passato, quali per esempio la fustella. Sono questi alcuni degli aspetti problematici sulla dematerializzazione della ricetta sottolineati da Alberto Fontanesi, (foto) presidente di Fedefarma Veneto - regione a regime da settembre in cui è stato raggiunto in poco tempo l'obiettivo fissato dall'Agenda digitale (80%) - che lancia anche un appello per prevedere nella convenzione un riconoscimento per il contributo delle farmacie alla digitalizzazione della sanità. «È vero che la nostra regione ha presentato importanti risultati, e a dimostrarlo c'è anche il premio e-gov vinto qualche tempo fa, ma non posso fare a meno di sottolineare che il lavoro e le incombenze legate al progetto di dematerializzazione per le farmacie sono di fatto aumentate. Non è solo questione della complessità che il sistema ha nella nostra regione rispetto alle altre, ma di come, a livello generale, siamo arrivati alla tappa: ogni regione ha fatto da sé, il sistema non è stato messo a punto a dovere prima di essere immesso nella realtà di tutti i giorni, e soprattutto abbiamo ancora a che fare con retaggi del passato, che ci costringono a due modalità di lavoro diverse. Con, da un lato, la convivenza delle ricette rosse, su determinate situazioni, come per esempio la Dpc, dall'altro la permanenza della fustella». Punto, questo, su cui «a livello paese siamo ultimi in Europa, perché ancora non abbiamo provveduto a superare questo sistema». Il problema però «è che tutto questo si traduce in sprechi per la sanità e per le aziende, ma anche in maggiore fatica per le farmacie». Per questo, continua Fontanesi, «auspichiamo che in corso d'opera si riesca a raggiungere uno snellimento e una maggiore efficienza dell'operatività relativa alla ricetta, ma soprattutto mi auguro che all'interno della prossima convenzione possa trovare posto un riconoscimento dell'attività dei farmacisti per la dematerializzazione e in generale per la digitalizzazione della sanità». Per quanto ci riguarda, fa il punto Fontanesi, «siamo comunque in stretto e continuo contatto con la Regione e con i tecnici, facendo presente con costanza criticità e possibili soluzioni. Speriamo che a breve il percorso si avvii verso una maggiore funzionalità e attenzione per i farmacisti».

Francesca Giani

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