Stabilità, tagli a Fsn. Regioni: ottimizzazioni da farmaceutica, beni e servizi
Nessun aumento per il Fondo sanitario nazionale 2015, e farmaceutica - con un maggior controllo sull'utilizzo dei farmaci - beni e servizi le aree dalle quali ottenere ottimizzazioni, mentre non ci sarebbe nessuna riduzione dei Lea. In cambio, investimenti in edilizia sanitaria, pari a 3 miliardi e 300 mila euro fino al 2017. È questo il quadro che emerge dopo la conferenza dei presidenti delle regioni di ieri e i colloqui con il Governo della sera prima. A fare il punto Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, che spiega come dei due miliardi di aumento al FSN previsti per il 2015 dal Patto della Salute le Regioni «si faranno carico» di un miliardo e mezzo, ma la cifra potrebbe arrivare a 1,9 miliardi per meglio finanziare il trasporto locale. Le indicazioni sono di non andare a toccare i Lea, mentre i risparmi potrebbero derivare da «un maggior controllo della spesa farmaceutica e un miglior funzionamento dell'acquisto di beni e nell'organizzazione dei servizi». In particolare sulla farmaceutica importanti sono altre dichiarazioni di Chiamparino, riportate dalle agenzie, secondo cui non tutta l'attuale spesa farmaceutica è ottimizzata: «Se si va ad aprire un po' di armadi a casa di tanti pensionati, e non solo pensionati, straboccano di medicine e non credo che siano sempre tutte utili. C'è quindi un problema di medicina del territorio che deve selezionare molto di più l'utilizzo del farmaco. Inoltre c'è il problema degli acquisti: così come la siringa, anche la pillola deve costare in modo più o meno compatibile da tutte le parti». In cambio di questi sacrifici il Governo avrebbe dato la disponibilità a «aumentare in ragione di 1,1 mld l'anno gli investimenti in edilizia sanitaria: 3,3 mld in tre anni. Siamo disposti a rinunciare all'altro mezzo miliardo» chiarisce ancora Chiamparino «a condizione che il Governo lo destini al Fondo del trasporto pubblico locale, che è in sofferenza». Ma sono già in arrivo le proteste delle Regioni: «Il rischio è che si incida sul miglioramento del sistema e sulle prestazioni sanitarie» sottolinea Stefano Caldoro, vice presidente della Conferenza delle Regioni. Anche perché l'incremento al Fondo che era previsto era finalizzato a «mantenere lo stesso livello delle prestazioni». «Brutte notizie da Roma sul bilancio delle Regioni» è il commento su Facebook di Roberto Maroni, presidente della Lombardia. «Niente costi standard ma i soliti tagli lineari che penalizzano chi spende bene». Per Luca Coletto, assessore alla sanità del Veneto, si tratta di misure «insostenibili» che rivelano l'intenzione di andare verso assicurazioni private e che comunque mettono a rischio i Lea.
Francesca Giani
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