Farpas Day, sistema cooperative deve crescere per restare sul mercato
Aggregazione e crescita. Due parole chiave per rispondere alla crisi che ha investito farmacie e cooperative, che sono anche un appello e una dichiarazione di intenti: riuscire a costruire un polo di respiro nazionale, che copra il 20-25% del mercato della distribuzione intermedia così da poter competere con i grossi gruppi della filiera. Sono queste alcune delle riflessioni emerse dal 12° Farpas Day, l'evento organizzato a Bari dalla cooperativa pugliese in cui è stata data la notizia della fusione per incorporazione di Farpas con Cef di Brescia (per giro d'affari quarto distributore italiano). Una fusione - operativa da inizio anno, ma ufficiale da metà 2015 - che arriva dopo un periodo di crisi che, racconta Raffaello Recchia, presidente Farpas, «ha investito l'intero sistema della cooperazione pugliese». A innescarlo il fallimento di Unioneffe, altra cooperativa del territorio, «figlio del periodo ma soprattutto della crisi delle farmacie». Da lì una serie di problemi, tra cui la stretta al credito da parte del sistema bancario - «negli ultimi sei mesi, nonostante la notizia dell'operazione con Cef, abbiamo perso sei milioni e mezzo di linee di credito» - che avrebbe determinato «un effetto domino su tutto il sistema» se non fosse stato per «il coraggio di reagire per difendere il valore della cooperazione e della indipendenza delle farmacie», con anche una ricapitalizzazione e poi l'operazione con Cef. Ed è qui la chiave per riuscire a restare sul mercato: crescere, «diventare più forti», come spiega Vittorino Losio, presidente di Cef: «oggi per fatturato rappresentiamo il 26% del mercato in Lombardia e il 7% in Italia. Ma il nostro obiettivo è quello di diventare una realtà di respiro nazionale: siamo convinti che per la farmacia sia strategico acquisire una posizione importante nella distribuzione intermedia e per fare questo è necessario raggiungere una quota di mercato pari al 20-25%». «Il processo di aggregazione» interviene Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «è un modello di riferimento per la sopravvivenza del sistema delle cooperative di farmacisti, che di fatto costituiscono un argine per la farmacia e per il sistema di assistenza come li conosciamo oggi».
Francesca Giani
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