Federfarma Servizi: da incompatibilità grossisti-farmacie freno a parallel trade
Federfarma Servizi plaude all'iniziativa promossa dai deputati Carlo Sarro e Paolo Russo, che impegna il Governo a valutare eventuali modifiche normative che ristabiliscano l'incompatibilità tra le attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali in farmacia. E in una nota aggiunge di avere intenzione di portare al tavolo politico di discussione «una sua proposta, ossia rendere incompatibile con l'attività di distribuzione all'ingrosso non la figura del farmacista quanto piuttosto la farmacia come soggetto giuridico». Il tema, si legge in una nota «è molto caro a Federfarma Servizi, la quale da tempo si batte su questo fronte, tanto che le sue aziende Associate hanno dichiarato all'Aifa e al ministero della Salute di non svolgere alcuna attività di esportazione in quanto destinano tutti i farmaci al mercato nazionale» e ora «avanza una sua proposta da portare al tavolo politico di discussione, ossia rendere incompatibile con l'attività di distribuzione all'ingrosso non la figura del farmacista quanto piuttosto la farmacia come soggetto giuridico». Il presidente Antonello Mirone «aveva già evidenziato alcuni mesi fa la necessità di regolamentare in modo più preciso i requisiti necessari per il rilascio dell'autorizzazione ai sensi del D. Lgs. 219/2006, in modo tale da evitare che accanto ai distributori seriamente concentrati sul loro ruolo, vi siano anche altri soggetti intenti a sottrarre farmaci al mercato nazionale per trarre maggiori guadagni dalla vendita all'estero». La carenza dei farmaci causata dal parallell export è «un tema molto caro a Federfarma Servizi, la quale da tempo si batte su questo fronte, tanto che le sue aziende Associate hanno dichiarato all'Aifa e al ministero della Salute di non svolgere alcuna attività di esportazione in quanto destinano tutti i farmaci al mercato nazionale». Nei mesi passati, Antonello Mirone, presidente dell'associazione aveva evidenziato «la necessità di regolamentare in modo più preciso i requisiti necessari per il rilascio dell'autorizzazione ai sensi del D. Lgs. 219/2006, in modo tale da evitare che accanto ai distributori seriamente concentrati sul loro ruolo, vi siano anche altri soggetti intenti a sottrarre farmaci al mercato nazionale per trarre maggiori guadagni dalla vendita all'estero». Secondo l'Associazione «l'idea sinora avanzata politicamente di rendere incompatibile per i farmacisti l'attività di distribuzione non consentirebbe, purtroppo, di raggiungere questo importante obiettivo. A dispetto dei lodevoli intenti politici dichiarati in Camera e Senato, non verrebbero colpite quelle farmacie - più di quattrocento- che agiscono anche da pseudo-grossisti. Si sconvolgerebbe, invece, l'intero sistema della distribuzione farmaceutica garantita da anni su tutto il territorio italiano dalla professionalità ed impegno delle cooperative e da società di farmacisti». Mirone, dumque, «confida in un prossimo momento di confronto tra la parte politica, Federfarma Servizi e le altre sigle della filiera per individuare la migliore soluzione normativa che fronteggi con concretezza ed efficacia il fenomeno della carenza dei farmaci ormai divenuto cronico a danno della salute dei cittadini. Senza questo momento di condivisione, l'attenzione politica che si intende dedicare ai temi dell'esportazione e della carenza dei farmaci non costituirebbe più una grande opportunità di soluzione in tema sanitario per il Paese, quanto piuttosto la perdita di un'importante occasione di svolta».
Simona Zazzetta
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