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Politica e Sanità

27 Gennaio 2015

Ornella Barra (Wba): il futuro della farmacia è dall’altra parte del banco


La crescita della farmacia italiana è legata all'affermazione della Farmacia dei servizi, che passa sempre più da "dietro il banco" a prodotti e servizi che stanno "dall'altra parte del banco" con l'auspicio che i farmacisti possano diventare i veri e propri attori della farmacia al passo con l'evoluzione dei bisogni dei loro clienti. Lo afferma a Farmacista33 Ornella Barra (foto) executive vice president di Walgreens Boots Alliance, impresa globale nata dalla recente delle due aziende.

Con la fusione siglata il 31 dicembre 2014 nasce un nuovo colosso mondiale della farmaceutica...
Certo, Walgreens Boots Alliance è la prima impresa globale al mondo di salute e benessere con radici nella farmacia e fonde due aziende leader del settore healthcare, Walgreens e Alliance Boots. Per dare un esempio concreto, abbiamo ben oltre 370.000 dipendenti in più di 25 Paesi, dove è possibile utilizzare in nostri servizi, acquistare i nostri prodotti per la salute e la bellezza e anche dove abbiamo operazioni via franchising. Inoltre, siamo leader globali nel retail farmaceutico, con più di 12.800 punti vendita in 11 Paesi. Rappresentiamo il più ampio network globale di distribuzione farmaceutica, con oltre 340 centri di distribuzione che ogni anno riforniscono più di 180.000 farmacie, medici, centri sanitari e ospedali in 19 Paesi. Oltre a ciò, costituiamo anche il maggior acquirente al mondo di farmaci a prescrizione.

Da dove nasce l'interesse reciproco tra i due gruppi e con quali prospettive per il futuro siete giunti all'accordo di fusione?
Quando si stringe un accordo di partnership gli elementi chiave sono due: la scelta del partner e la scelta del momento. L'interesse nasce tra due aziende che siano "fatte l'una per l'altra" e che in un certo momento abbiano "bisogno l'una dell'altra". Mi spiego meglio. Prima di tutto, le organizzazioni che scelgono di stringere una partnership devono essere complementari e culturalmente compatibili, in modo da rendere l'integrazione più agevole e evitare conflitti che possano paralizzare la nuova struttura.
In secondo luogo, bisogna considerare che la vita di ogni azienda è caratterizzata da una successione di cicli di crescita e per porre le basi per la fase successive è necessario trovare una nuova via di sviluppo, anche tramite una nuova collaborazione identificando il giusto partner. Da una parte, quindi, Walgreens e Alliance Boots si sono scelti perché rappresentano due Gruppi con copertura geografica complementare, valori condivisi e un'eredità di servizi healthcare riconosciuti e affidabili che afferiscono alla distribuzione farmaceutica e alla farmacia. Non solo la nostra azienda si trova ora all'inizio di un nuovo, importante ciclo di sviluppo, ma sono convinta che nei prossimi anni l'effetto combinato dei cambiamenti che stanno interessando gli attori del panorama healthcare, le innovazioni tecnologiche, le scoperte scientifiche e l'evoluzione dell'economia genereranno una nuova fase per l'industria in cui operiamo nel suo complesso.
Quanto alle prospettive future della nostra azienda, Walgreens Boots Alliance mira a diventare un punto di riferimento per la farmacia e per il consumatore, il benessere e la cura della bellezza delle persone e delle comunità ovunque nel mondo e in vista di ciò, intende lavorare per aiutare le persone a condurre una vita più sana e felice.

La fusione riunisce un portafoglio di marchi commerciali e all'ingrosso, di servizi, insieme alla rete di vendita all'ingrosso e di distribuzione farmaceutica più estesa al mondo. Che impatto avrà sul mercato farmaceutico mondiale?
Certo, un portafoglio di marchi di prima qualità - penso ad esempio a No7, Soltan, Botanics e la linea di generici Almus. Ma non solo, anche un network di retail davvero esteso: 8,230 farmacie Walgreens negli Usa, di cui 800 farmacie Duane Reade a New York e nell'area circostante; quasi 3,200 negozi Boots in UK, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi e Thailandia; 400 farmacie Ahumada in Cile e 1,000 farmacie Benavides in Messico. Senza dimenticare i nostri service brands: Alphega Pharmacy, il nostro network pan-europeo di farmacie indipendenti; Alloga per servizi logistici pre-wholesale e contrattuali e Alcura per consegne dirette alle farmacie e servizi healthcare specializzati. La portata della nostra distribuzione farmaceutica è indubbiamente estesa: siamo il maggior distributore farmaceutico in Europa, operando da 300 centri di distribuzione in 12 Paesi. Io spesso dico che la nostra azienda è davvero unica perché include tutto questo e anche la produzione manifatturiera di molti dei nostri prodotti. Ma la cosa importante è che una tale dimensione e varietà di marchi, prodotti e servizi ci permetterà di migliorare ulteriormente il supporto e servizio ai nostri clienti, in primis le farmacie indipendenti con cui lavoriamo in molti paesi e che rimangono al cuore del nostro Dna aziendale. Per noi questa rimane una fortissima priorità. Non dimentichi che io stessa sono nata come farmacista, e il mio Dna rimane sempre lo stesso!

Viste le economie di scala che potrà avere il nuovo gruppo, che tipo di politica adotterete con le aziende del farmaco per l'approvvigionamento di medicinali? Con quali ricadute sulla filiera e sul mercato?
Avere economie di scala significa innanzitutto acquisire massa critica. Il potere di contrattazione di Walgreens Boots Alliance nei confronti della produzione/manifattura sarà come sempre basato su rapporti di parternership. Solo lavorando insieme si ottengono le migliori sinergie e questo è il nostro spirito con le industrie, da sempre. Inoltre, la nostra portata globale implica che i produttori stessi beneficeranno anche della nostra capacità di sostenere i loro prodotti e servizi in tutto il mondo, dal momento che possiamo offrire loro un mercato vastissimo in cui distribuire la loro produzione, creando le migliori opportunità per il loro successo e la loro crescita.

Su quale mercato contate di investire di più? Usa o Europa?
Per qualsiasi attore globale una presenza forte e consolidata nei mercati maturi resta comunque cruciale. Certo, se i mercati maturi rappresentano circa i due terzi dell'intero mercato healthcare quel che è interessante osservare è ciò che sta avvenendo anche nel restante terzo! Mi riferisco naturalmente ai cosiddetti pharmerging markets, mercati in via di sviluppo che si avviano ad aumentare progressivamente il proprio peso e ad erodere la "fetta di mercato" detenuta dai mercati consolidati. Si tratta di mercati la cui crescita procede più rapidamente rispetto a quella dei mercati maturi e in cui dal punto di vista sociale inizia a formarsi una classe media con nuove esigenze - quali ad esempio l'accesso all'healthcare e all'health & beauty - e un potere d'acquisto adatto a soddisfarle. Una delle regioni chiave é ovviamente quella asiatica. Cina in primis, dove abbiamo stabilito una presenza iniziale dal 2008, attraverso una joint venture con Guangzhou Pharmaceuticals Corporation - uno dei principali distributori cinesi - seguita dalla recente acquisizione di una quota di minoranza in Nanjing Pharmaceutical Company. Un'altra grande area di interesse è l'America Latina, dove siamo presenti dallo scorso agosto grazie alle recenti acquisizioni di Farmacias Ahumada in Cile e Farmacias Benavides in Messico - e parliamo di acquisizioni significative, visto che si tratta di due catene con un numero complessivo di stores attorno a 1,400 in mercati in forte crescita. In sostanza, continuiamo a vedere questi mercati emergenti come aree di grande opportunità. Ma come sempre, continueremo a tenere in considerazione qualsiasi opportunità valga la pena di esplorare, ovunque si presenti.

Qual è la percezione da parte di una multinazionale come la vostra sul mercato europeo? E in particolare sull'Italia: quale futuro per le farmacie di comunità? Quale futuro per il modello italiano di farmacia di comunità?
Come azienda globale, abbiamo per l'appunto una visione globale. E in questo quadro, vediamo che il processo di cambiamento che ha interessato il settore in questi anni è senza precedenti. Mi limito agli esempi principali: anche nel settore healthcare, come in altri, i mercati emergenti sono quelli che crescono più rapidamente; la natura dei pazienti e dei consumatori si sta evolvendo; i governi di molti paesi tagliano la spesa sanitaria e in diversi paesi europei cresce la pressione verso una nuova regolamentazione; cresce il volume di farmaci generici; per quanto riguarda la distribuzione, si sviluppano nuovi modelli e continua - pur a diversi livelli - il processo di consolidamento in praticamente tutti i mercati. Il mercato italiano naturalmente rientra a sua volta in questo trend. Di conseguenza, la crescita di una farmacia è legata all'affermazione della farmacia dei servizi, ovvero passa sempre piú da "dietro il banco" (farmaci a prescrizione, farmaci galenici, etc) a prodotti e servizi al consumatore che stanno... "dall'altra parte del banco". Il mio auspicio, quindi, è che da semplici "dispensatori di farmaci", i farmacisti possano diventare veri e propri "attori della farmacia" restando al passo con l'evoluzione dei bisogni dei loro clienti!
Per quanto ci riguarda, il contributo che la nostra azienda può offrire nel sostenere questa evoluzione passa attraverso varie vie di supporto pratico al farmacista-imprenditore. In particolare vorrei ricordare Alphega Pharmacy, il network europeo per farmacisti indipendenti. Il farmacista mantiene completamente la propria indipendenza pur godendo del pieno sostegno di Alliance Healthcare in aree quali branding, ottimizzazione del retailing, formazione, gestione della farmacia e supporto IT. Tutti aspetti che esulano dalle competenze specifiche del farmacista, e per i quali può invece così beneficiare dell'expertise di professionisti a livello internazionale, che lo possono concretamente aiutare ad incrementare l'efficienza e profittabilità della farmacia.

Simona Zazzetta

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