Orlandi: basta querelle su sostituzione, la norma permette ovviare a carenze
Una querelle che torna a infiammare medici, pazienti, aziende e farmacie e la cui ultima puntata ha visto Assogenerici rispondere a Federanziani. Lo scontro è sempre quello, la prescrizione per principio attivo introdotta dalla legge 135/2012 che - è l'ultima uscita sul tema dello Snami, il secondo sindacato della medicina generale - romperebbe la «continuità terapeutica del medico», «creando confusione nel paziente» per via di «confezioni con differenti scritte, colori e dimensioni», tanto da generare la richiesta che «il Medico torni ad essere il solo prescrittore dei farmaci ai propri pazienti» senza che «altri intervengano interferendo nella sua scelta terapeutica». «Vorrei sottolineare» è la risposta di Alfredo Orlandi, presidente Sunifar «che proprio la norma sulla sostituibilità ha permesso, in molti casi, di poter consegnare comunque la terapia al paziente anche nel caso di carenza di farmaci. Noi farmacisti sappiamo bene l'impatto di un cambiamento nell'aspetto della pillola per il paziente e in particolare per l'anziano - ricordo per esempio le difficoltà che ci sono state nell'accettare l'eliminazione della colorazione pur sulla stessa capsula - e per questo quando effettuiamo una sostituzione lo facciamo con mille avvertenze e fornendo tutto il nostro supporto al paziente, anche scrivendo sulla confezione indicazioni. Detto questo lancio una provocazione: se si vuole ovviare alla situazione si potrebbe portare l'esperienza che c'è oltreoceano dello sconfezionamento dei farmaci». Detto questo, «ribadisco ancora una volta che il farmacista, nel contesto rurale ma anche in quello urbano, non è solo farmacista di fiducia, ma è farmacista di famiglia, un punto di riferimento per il paziente che va oltre la sola assistenza sul farmaco, e si estende a 360° in ambito sanitario e sociale. Il farmacista non solo conosce il paziente, la sua terapia, ma conosce il suo contesto famigliare e segue il paziente in maniera continuativa, con un'alta frequenza e anche su patologie per le quali il paziente non si reca dal medico».
Francesca Giani
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