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Politica e Sanità

03 Febbraio 2015

Cgia Mestre, debiti verso fornitori e ritardi dei pagamenti gravano su sanità


Il debito verso i fornitori ha ancora cifre elevate e complessivamente, per il comparto sanitario, ammonta a 24,4 miliardi di euro, e presenta andamenti diversi a seconda delle Regioni: analizzando il debito pro capite in testa c'è il Molise, con 1.416 euro per residente, seguito da Lazio, con 1.017 euro, Campania, con 660, e Piemonte, con 510. Meglio vanno Bolzano, 144, Valle d'Aosta, 162, Trento, 171, Umbria, 187. Sono questi alcuni dati che emergono da un'analisi della Cgia di Mestre, sulla base delle rilevazioni del 2013 ma che potrebbero essere, secondo la CGIA, «sottostimati: infatti, dal conteggio non sono inclusi i mancati pagamenti registrati dalle Asl della Toscana e della Calabria». Una situazione a tinte fosche, che non dovrebbe avere, sulla base delle stime, un trend molto diverso nel 2014 e che, secondo quanto spiega il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, in una nota, debiti e ritardi si traducono in sprechi: «Se da un lato le Asl pagano con molto ritardo, è anche ormai noto che in molti casi le forniture vengono acquistate a importi superiori ai prezzi di mercato e con forti differenze a livello regionale. Se» come è stato denunciato «nella sanità si annidano circa 30 miliardi di euro di sprechi, è verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile alle distorsioni sopra descritte. In altre parole, non è da escludere che tra le parti avvengano degli accordi non scritti per cui le Asl o le case di cura impongano ai propri fornitori pagamenti con ritardi pesantissimi, ma a prezzi superiori rispetto a quelli, ad esempio, praticati nel settore privato». Non diversa la situazione sui tempi medi di pagamento per il 2014: i dati riportati «si riferiscono alle sole forniture di dispositivi medici (Fonte: Assobiomedica)» e a emergere è una situazione con picchi in alcune regioni: «in Calabria il saldo della fattura è avvenuto mediamente dopo 794 giorni (praticamente dopo 2 anni e 2 mesi), in Molise dopo 790 giorni e in Campania dopo 350 giorni. Se teniamo conto che la legge in vigore stabilisce che i pagamenti delle strutture sanitarie debbano avvenire entro 60 giorni dall'emissione della fattura, nessun valore medio regionale rispetta questo termine». Meglio vanno Valle D'Aosta, Trento, Friuli Venezia Giulia e Lombardia con rispettivamente un valore di 71, 80, 81, 88 giorni. La Cgia ricorda comunque che a giugno «la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia, ritenendoci responsabili di aver violato la Direttiva europea sui ritardi dei pagamenti entrata in vigore nel marzo del 2013. Ad oggi, la procedura è ancora in atto». Ma «probabilmente, un contributo importante alla riduzione dei tempi di pagamento potrebbe avvenire con l'introduzione della fattura elettronica».

Francesca Giani

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