Carenze farmaci, Efpia propone sistema di notifica. Pgeu: perplessità su efficacia
Un sistema di notifica alle autorità europee dei ritardi di produzione potrebbe ridurre l'impatto della carenza di farmaci. A proporlo è un gruppo rappresentativo di aziende produttrici europee, tra cui la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (Efpia) e la European generic medicines association (Ega), che ha messo a punto un framework apposito. Le aziende si dicono fiduciose che questo sistema, grazie all'armonizzazione dei requisiti richiesti per la notifica nei diversi Paesi dell'Unione europea, potrebbe arrivare persino a scongiurare del tutto le future carenze di farmaci. Ma non tutti i commenti sono stati favorevoli: John Chave, segretario generale del Pgeu, l'associazione dei farmacisti europei, ritiene che «dovrebbe essere messo in atto un sistema informativo più completo di quello proposto, che si limita a considerare i problemi della produzione, mentre resta fuori tutta una serie di questioni legate alla consegna dei farmaci». L'idea proposta dai produttori è di ricorrere sistematicamente a questo framework ogni volta che ritengono che non saranno in grado di consegnare le forniture rispettando le normali tempistiche; questo potrebbe avvenire per esempio a causa della carenza di certi prodotti, di ritardi nell'ottenere un dato ingrediente oppure in seguito a incidenti come un furto o un episodio di contraffazione. Il sistema prevede un template comune, nel quale le notifiche vengono codificate con colori diversi a seconda del potenziale impatto nei confronti dei pazienti, con l'intuitivo utilizzo del rosso se gli impatti previsti sono elevati, del verde se non si temono conseguenze allarmanti e del giallo per le situazioni intermedie. Gli obiettivi dei produttori sono stati esposti in una dichiarazione congiunta in cui si afferma che «garantire la disponibilità di farmaci per i pazienti è un obiettivo chiave per la sanità pubblica» e che l'industria farmaceutica «è impegnata a fornire ai pazienti un approvvigionamento sicuro e continuo di medicinali».
Renato Torlaschi
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