Politica e Sanità
05 Febbraio 2015I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumi, con 486,4 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti, anche se sono superati per spesa pro capite dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori, e registrano un consumo, a livello di assistenza convenzionata, che rispetto al 2013 ha segnato un lieve incremento (+1,5%). In termini di spesa, anche sul fronte della convenzionata la categoria fa registrare, rispetto all'anno prima, una diminuzione (-5,4%), soprattutto per via della riduzione dei prezzi (-6,2%) dovuta alla perdita del brevetto di farmaci largamente utilizzati. Il dato è emerso dal Rapporto Osmed gennaio-settembre 2014 ed è stato oggetto di un ulteriore focus da parte dell'Aifa, in un approfondimento pubblicato sulle pillole del mondo di ieri. «In linea con il trend degli ultimi anni» scrive l'Aifa «anche nei primi nove mesi del 2014 i farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumi, con 486,4 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti, ma sono preceduti per spesa pubblica (2,7 miliardi di euro, 45 euro pro capite) dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori. A livello di assistenza convenzionata, il consumo dei farmaci di questa categoria registra un lieve incremento rispetto al 2013 (+1,5%), mentre diminuisce ancora la spesa (-5,4%), soprattutto per via della riduzione dei prezzi (-6,2%) dovuta alla perdita del brevetto di farmaci largamente utilizzati come l'atorvastatina, il candesartan, il valsartan e l'irbesartan». Analizzando nel dettaglio i farmaci, i più utilizzati risultano ancora «gli Ace-inibitori come monocomposti o in associazione (120,5 dosi giornaliere per 1.000 abitanti), indicati nella terapia dell'ipertensione arteriosa, del post-infarto del miocardio e dell'insufficienza cardiaca cronica, (120,5 DDD/1000 ab die), seguiti dai sartani come monocomposti o in associazione (98,1 DDD/1000 ab die), dalle statine (69,4 DDD/1000 ab die), dai calcio-antagonisti diidropiridinici (53,1 DDD/1000 ab die) e dai beta bloccanti (35,3 DDD/1000 ab die)». Mentre sul fronte della spesa a essere al primo posto sono «i sartani come monocomposti o in associazione (10,2 euro pro capite), seguiti dalle statine come monocomposti o in associazione (10 euro pro capite)». Interessanti anche alcuni dati focalizzati dal documento: «Il ramipril è il principio attivo più utilizzato in regime di assistenza convenzionata di classe A-SSN con 59,9 DDD/1000» ed «è anche tra i primi 30 principi attivi a maggior spesa», a metà classifica, mentre «la rosuvastatina è in assoluto il principio attivo a maggior spesa (3,6 euro pro capite)».
Francesca Giani
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