Politica e Sanità
11 Febbraio 2015La spirometria dovrebbe essere utilizzata - a partire dai bambini sopra i 5 anni fino agli adulti - come test iniziale per valutare la presenza e la gravità di ostruzione delle vie aeree e permettere di effettuare la diagnosi di asma È il concetto principale ribadito dal documento preliminare delle prime linee guida britanniche Nice (National institute of health clinical excellence) sull'asma. Sono cosi rafforzate le raccomandazioni di un analogo documento del 2014 stilato congiuntamente dalla British thoracic society (Bts) e dallo Scottish intercollegiate guidelines network (Sign). Attualmente, non esiste un test "gold standard" per la diagnosi di asma, che viene effettuata principalmente sulla base di un'accurata anamnesi raccolta dal paziente. Vari studi hanno però dimostrato che fino al 30% dei pazienti trattati (4,1 milioni nel solo UK) non ha una chiara evidenza della patologia. Del resto «se non curata l'asma può essere pericolosa per la vita, ma con un trattamento appropriato e un monitoraggio accurato, la maggior parte delle persone possono controllare con successo i sintomi ed essere risparmiati da seri pericoli» ha affermato Mark Baker, direttore della Pratica clinica del Nice. Le nuove linee guida presentano in semplici flow-chart le modalità più efficaci dal punto di vista clinico ed economico per diagnosticare la patologia e stilare la strategia più efficace di monitoraggio. La spirometri è dunque raccomandata come indagine di prima linea nei pazienti dai 5 anni in poi. Un rapporto Fev1/Fvc (volume espiratorio massimo in 1 secondo/capacità vitale forzata) inferiore al 70% dovrebbe essere considerato come positivo per malattia ostruttiva delle vie aeree. Ulteriori test del respiro possono essere eseguiti a seconda dei risultati della spirometria e dell'età del paziente. Potrebbe essere necessario verificare la frazione espiratoria di ossido intrico e ricorrere al test di reversibilità bronchiale con broncodilatatore. Nei soggetti sotto i 5 anni il trattamento deve basarsi sul giudizio e l'osservazione di un professionista, fino a quando il bambino non abbia raggiunto l'età per effettuare i test. Infine, dato che in 1 adulto su 10 l'asma si sviluppa per esposizione a specifiche sostanze chimiche o polveri sul luogo di lavoro, le linee guida raccomandano di verificare sempre che non si tratti di una malattia occupazionale. (A.Z.)
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