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Politica e Sanità

11 Febbraio 2015

Liberalizzazioni, Conasfa: no a multinazionali ma farmacie assegnate per merito


La farmacia è un mero esercizio commerciale o un presidio sanitario a tutti gli effetti? È questa una delle domande fondamentali cui dovrebbe dare risposta l'ormai imminente Ddl concorrenza. Per i farmacisti non titolari di Conasfa la risposta è inequivocabile: «Il farmacista è a tutti gli effetti un professionista sanitario e non un addetto al commercio» sottolinea il presidente dell'associazione Silvera Ballerini «e come tale dovrebbe essere considerato anche a livello contrattuale». Il rischio prospettato dalla bozza del testo di legge, invece, è che si voglia aprire «il mercato farmaceutico alle grandi catene multinazionali» che «per definizione hanno come obiettivo il profitto e non anche la professionalità che ci caratterizza» sottolinea Ballerini. Un'intenzione che traspare dalla prevista eliminazione del «limite di titolarità di quattro farmacie in capo a un unico soggetto». Se, perciò, le multinazionali sono un "nemico" condiviso con Federfarma, i non titolari sollevano un altro problema cui un vero processo di liberalizzazione dovrebbe rispondere ossia «garantire che la gestione delle farmacie venga attribuita sulla base del merito». Le proposte di Conasfa per raggiungere l'obiettivo sono sei: per cominciare il quorum a 2.800 abitanti perché quello a 1.500 «è troppo esiguo per la sopravvivenza della farmacia», poi la fine della possibilità di vendere o ereditare la farmacia, che tornerebbe a concorso al compimento del 75esimo anno del titolare. Sempre sul fronte della concessione delle farmacie, secondo i non titolari, l'assegnazione di tutte le farmacie disponibili sulla base di un'unica graduatoria regionale da rinnovare ogni due anni mediante concorso pubblico per titoli ed esami e l'istituzione di presidi in stazioni, porti, aeroporti, centri commerciali, snodi autostradali e nei centri turistici, sulla base delle presenze e non dei residenti. Infine per Conasfa la concessione della titolarità va fatta alla sola persona fisica del farmacista e per i Comuni alla figura del Sindaco mentre le società vanno trasformate in società di gestione. Solo in questo modo, concludono i farmacisti non titolari, si avvierebbe un vero processo di liberalizzazione del settore.

Marco Malagutti

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