Politica e Sanità
13 Febbraio 2015Iniziano a intensificarsi le iniziative delle farmacie contro il ventilato Ddl concorrenza e le sue ripercussioni sulle farmacie. L'ultima in ordine di tempo arriva da Federfarma Verona che ha deciso di distribuire alla popolazione di Verona e provincia un volantino «incentrato sulle deleterie conseguenze delle liberalizzazioni» come spiega Marco Bacchini, presidente della locale associazione di titolari. L'iniziativa è mirata a portare a conoscenza del cittadino «di quanto si sta facendo alle sue spalle» continua Bacchini «attribuendo alle misure contenute nel Ddl concorrenza un'aura positiva». In particolare l'attenzione è rivolta alle farmacie te nei centri poco abitati» a rischio eliminazione per la logica «di concorrenza commerciale e non di servizio» che caratterizza il testo del Ddl. Un punto quest'ultimo su cui si sofferma, in un suo intervento il responsabile della sanità del Pd Federico Gelli per il quale «l'ipotesi di liberalizzare le farmacie può essere utile a patto che si traduca in una legge equilibrata che garantisca la salute e i bisogni delle persone e non penalizzi i territori più deboli». E tra gli arruolati nell'esercito schierato da Federfarma a difesa delle farmacie vanno annoverati anche gli studenti della Facoltà di Farmacia e Medicina "La Sapienza" di Roma appartenenti all'associazione Farmacos che in una nota firmata dal Coordinatore nazionale Mario Donadio manifestano «il loro più totale dissenso nei confronti della proposta del ministro Guidi. Noi saremo sempre farmacisti e mai commessi della Coop» sottolinea il rappresentante Farmacos. Dall'altra parte della barricata sono poche le voci in difesa del Ddl concorrenza tra queste una nota firmata da Maria Antonietta Farina Coscioni e Sergio D'Elia, membri del Comitato nazionale di Radicali italiani, che stigmatizzano l'indebita posizione assunta da Aifa a proposito delle politiche sulle liberalizzazioni dei farmaci. «A suo tempo noi radicali, sostenemmo le pur timide liberalizzazioni dell'allora ministro Bersani» sottolinea la nota. «Il ministro Guidi raccoglie le indicazioni della relazione Antitrust che sottolinea la necessità di liberalizzare ulteriormente la vendita del farmaco. Se il ministro Lorenzin non è d'accordo lo dica chiaramente e spieghi le sue ragioni. I tanti 'liberali' a chiacchiere di maggioranza e di opposizione sono pregati di uscire dalle loro ambiguità e dai loro silenzi. Il direttore di Aifa è pregato di risparmiarci la demagogia dei suoi tweet, decisamente fuori luogo».
Marco Malagutti
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