Ddl concorrenza, De Vincenti (Mise): aumentare efficienza e concorrenzialità. Il settore è pronto
«L'esperienza degli ultimi anni in tema di liberalizzazione è stata positiva, in particolare la diffusione di altri operatori commerciali, quali le parafarmacie, ha offerto ai cittadini nuove alternative e competenze». A sottolinearlo all'indomani del Ddl concorrenza varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, il vice ministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti in un'intervista a Farmacista33 nella quale fa il punto, oltreché sulle liberalizzazioni anche sul tavolo della farmaceutica appena riapertosi. De Vincenti sottolinea come le farmacie tradizionali abbiano «saputo cogliere le nuove opportunità e mostrato una reazione molto positiva, con un forte ampliamento dell'offerta e spesso l'ammodernamento del layout che viene meglio incontro alle esigenze della clientela» Per questo per il viceministro è «giunto il momento di aprire la possibilità di una crescita imprenditoriale del settore che consenta di aumentare efficienza e concorrenzialità, nel rispetto del ruolo fondamentale di presidio territoriale del Ssn di cui parlavo prima. La norma introdotta nel ddl Concorrenza va appunto in questa direzione».
Dopo un anno e mezzo è ripartito il tavolo sulla farmaceutica. Quali i temi caldi in discussione? L'incontro del Tavolo della farmaceutica tenutosi il 20 gennaio scorso ha visto una larga partecipazione di molti attori della filiera del farmaco: dai Ministeri della Salute, dell'Economia, dell'Istruzione e degli Affari Regionali alla Conferenza delle Regioni, dall'Agenzia Italiana del farmaco all' A.GE.NA.S (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali), da Farmindustria, Assogenerici, Federchimica ad ADF, Federfarma Servizi, Federfarma ed Assofarm, oltre che delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria. Il principale punto in discussione, oltre alla ricognizione sulle criticità della filiera nelle sue diverse fasi, è stato quello dei farmaci innovativi e del loro ingresso nel mercato. AIFA ha presentato un approfondimento sui farmaci innovativi, focalizzando le problematiche nei diversi anelli della catena del valore, analizzando le modalità di definizione di farmaco innovativo e il quadro normativo, regolamentare e finanziario nel quale si colloca questa categoria di farmaci. Tali analisi sono particolarmente rilevanti alla luce della recente istituzione di un fondo per i farmaci innovativi presso il Ministero della salute, attraverso cui verrà finanziata la diffusione di un nuovo farmaco risolutivo per la cura dell'epatite C.
Come affrontare il problema della sostenibilità del sistema sanitario che sembra sempre più significativo alla luce dell'arrivo sul mercato di innovativi costosi? Il governo della spesa farmaceutica è sicuramente uno degli aspetti più delicati che devono essere affrontati. L'equilibrio non è semplice più da raggiungere, in quanto siamo in una fase di crescita della spesa, i nuovi farmaci che vengono introdotti hanno costi elevati mentre nei prossimi anni sono previstie meno generici che entrano sul mercato e che permettono di compensare il disavanzo. Nei primi 9 mesi del 2014 la spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è cresciuta del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente mentre è diminuita del 3,9% quella sostenuta dal SSN per la distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie. La struttura dei tetti di spesa inoltre costituisce una problematica, e viene da più parti richiesto di prevedere meccanismi di maggiore flessibilità e la possibilità di trasferimento dei costi da una voce all'altra dei bilanci delle aziende sanitarie. L'occasione dell'istituzione del fondo per i farmaci innovativi presso il Ministero della salute, ha aperto il dibattito su come sostenere la diffusione di questi farmaci nel quadro di compatibilità con la spesa sanitaria nazionale. Il fondo del Ministero della Salute è stato istituito infatti per sostenere l'utilizzo del farmaco anti-epatite C recentemente immesso sul mercato e prevede un biennio di sperimentazione della nuova modalità di finanziamento introdotta. Qualora tale sperimentazione dia risultati soddisfacenti, il fondo è già strutturato per poter finanziare altri farmaci che dovessero essere sviluppati. Si intende anche aprire una riflessione su un approccio più generale alla valutazione della spesa farmaceutica, tenendo in considerazione nel bilancio, ad esempio, i costi evitati qualora la somministrazione di un farmaco comporti il minore ricorso del paziente ad altre forme di assistenza sanitaria.
Quale il ruolo delle farmacie del territorio? Il ruolo delle farmacie è stato più volte richiamato anche nel corso dell'incontro del Tavolo sulla farmaceutica. Le farmacie, con la loro presenza capillare, costituiscono sicuramente un fondamentale presidio territoriale del servizio sanitario e una centralina di monitoraggio delle esigenze sanitarie della popolazione. E' necessario riflettere sulla figura del farmacista che deve offrire al cittadino servizi più avanzati e rafforzare il proprio ruolo di collegamento tra medico, paziente e farmacia, andando oltre al ruolo di mero dispensatore di farmaci. Le farmacie possono inoltre essere il veicolo di iniziative per una prevenzione efficace dall'insorgenza di malattie croniche, la promozione di uno stile di vita sano e per una gestione appropriata delle risorse sanitarie.
Marco Malagutti
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