Ddl concorrenza, Milillo (Fimmg): in sanità no logica di mercato
Giacomo Milillo (foto), segretario nazionale della Fimmg, plaude solo in parte al "Ddl concorrenza" passato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri. Sebbene, infatti, il testo approvato abbia in extremis evitato la perdita per le farmacie dell'esclusività della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta, ha comunque tolto il tetto delle quattro licenze alla titolarità delle farmacie e aperto la strada a soci di capitale. «Mentre da un lato si è scampata l'ipotesi di portare le farmacie nei supermercati - spiega Milillo - dall'altro si cerca di far comprare le farmacie ai supermercati. E questo è un aspetto che non ci piace».
Segretario come avete giudicato i provvedimenti del Cdm in merito alle farmacie? Siamo assolutamente favorevoli alla decisione di non estendere al di fuori dalle farmacie la vendita di medicinali di fascia c, perché crediamo che avrebbe un effetto negativo sull'uso appropriato, almeno nelle quantità, di farmaci che sono molto delicati: penso agli psicofarmaci ad esempio. Stiamo facendo sforzi enormi a livello di assistenza territoriale per creare una collaborazione tra farmacie e medici, perciò ogni elemento che disturbi il tentativo di costruzione di questa rete di supporto alla terapia, alla prevenzione e all'aderenza, non è visto di buon occhio.
E sulle altre due questioni, che rientrano più propriamente in questioni di concorrenza, che idea vi siete fatti? Siamo preoccupati del fatto che le farmacie diventino altro da sé. Mentre da un lato si è scampata l'ipotesi di portare le farmacie nei supermercati, dall'altro si cerca di far comprare le farmacie ai supermercati. E questo è un altro aspetto che non ci piace perché noi riteniamo che la rete dei professionisti dell'assistenza territoriale, debba comunque essere convenzionata con il servizio sanitario nazionale e che gli interessi debbano essere negoziati e condivisi nell'interesse pubblico. Non crediamo cioè, che la sanità sia un campo di liberalizzazioni e di mercato ma al contrario crediamo che sia un campo che possa portare a degli sviluppi di crescita economica importanti se governati correttamente.
Niente "strategie di mercato" quindi? Il servizio sanitario nazionale contribuisce alla produzione del Pil, quindi bisogna continuare su questa strada per l'interesse degli italiani e dello Stato italiano senza aprire al mercato, cosa che infatti altre nazioni non fanno.
Rossella Gemma
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