Politica e Sanità
26 Febbraio 2015I risparmi attesi dallo schema di gara centralizzata e distribuzione diretta dei presidi per l'automonitoraggio della glicemia da parte del distretto sono, nella migliore delle ipotesi, estremamente variabili se non del tutto aleatori. Lo dimostra una ricerca condotta da Giorgio Lorenzo Colombo, farmacoeconomista del Dipartimento Scienze del Farmaco dell'Università degli studi di Pavia e presentata in un convegno organizzato a Milano sotto l'egida di Diabete Italia: applicando il modello economico dello studio, a fronte di un risparmio ipotizzato di 3,5 milioni di euro ogni 100.000 persone con diabete derivante dalla riduzione del costo delle strisce reattive si contrapporrebbe una spesa tra i 7 e i 9 milioni di euro. Più in dettaglio il modello ha valutato una popolazione di 100.000 assistiti, di cui 5.000 considerati a elevato consumo di strisce reattive e 95.000 classificati come assistiti standard. Nella situazione ipotetica di distribuzione diretta, si applica un costo di acquisto per striscia, in seguito a gara aggiudicata al massimo ribasso, pari a 0,20 euro alla quota di 95.000 assistiti standard. Vanno poi sommati i costi del personale per la gestione delle fasi di acquisizione e di immagazzinamento dei prodotti e per le operazioni di competenza distrettuale, e quelli per la distribuzione dei prodotti e le attività per la sostituzione dei glucometri e per l'educazione all'uso del nuovo strumento. Ipotizzando «di riuscire a sostituire i glucometri tutti insieme, il costo di sostituzione e distribuzione diretta si attesterebbe a 28.736.000 euro nei 4 anni, in media 7.184.000 euro l'anno» spiega Colombo. «Nello stesso lasso di tempo di un anno, ipotizzando di risparmiare - come nel nostro esempio - 0,20 euro per ogni striscia, otterremmo una minor spesa di poco superiore ai 3,5 milioni, meno di quanto si andrebbe a spendere in realtà per tutta l'operazione». Il rapporto che gli assistiti hanno con lo strumento per misurare la glicemia consigliato dal diabetologo ha consigliato è consolidato e affidabile - commenta Egidio Archero, Vicepresidente Diabete Italia - ed è assurdo pensare di sostituirlo di volta in volta a seconda del dispositivo che si aggiudica la gara. «Esiste poi un rischio clinico, connesso al cambio del glucometro, in quanto ciò potrebbe facilmente causare un aumento di errori soprattutto fra gli anziani» aggiunge Salvatore Caputo, presidente Diabete Italia. Una possibile soluzione? L'individuazione, prevista dal Patto per la Salute, di forme alternative alla gara e tese alla definizione di una tariffa di riferimento correlata alle diverse tipologie di strumenti.
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