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Politica e Sanità

03 Marzo 2015

Prescrizione elettronica, Eahp: fondamentale integrare sistemi sanitari europei


Per ridurre gli errori, nella prescrizione ed erogazione del farmaco, ci vorrebbe un utilizzo generalizzato e su scala europea della prescrizione elettronica, della raccolta e gestione dei dati di salute degli assistiti, di una lettura via scanner delle medicine presso il letto del paziente prima di una loro somministrazione, ma soprattutto sarebbe fondamentale avviare un programma di coinvolgimento degli stakeholder, industria compresa, per riuscire ad arrivare a un uso di sistema della gestione elettronica dei dati anche farmacologici. Questo uno degli appelli al centro del "Policy Statement on eHealth and mHealth" pubblicato dall'Eahp, l'associazione europea dei farmacisti ospedalieri, in preparazione al congresso annuale che si terrà ad Amburgo dal 25 al 27 marzo. Secondo quanto si legge sul sito dell'associazione, «le prescrizioni elettroniche possono eliminare molti dei problemi associati a ricette scritte a mano, potenziare la gestione dei dati, migliorare le pratiche di prescrizione. Per questo, l'integrazione delle nuove tecnologie in tutti i sistemi sanitari europei dovrebbe essere un obiettivo» da porsi a livello generalizzato. Ma occorre considerare che «non è sufficiente iniziare a riflettere sui potenziali benefici nell'applicazione delle nuove tecnologie alla salute: occorre avere strategie coordinate di implementazione», e soprattutto «coinvolgere tutti gli stakeholders e gestire il processo a un livello pan-nazionale». Tra gli altri contenuti della dichiarazione della Eahp c'è anche l'appello ad alzare la guardia sulle applicazioni cosiddette mHealth, perché, se non regolamentate, potrebbero «offrire contenuti contradditori, inaccurati o di bassa qualità», sia per i pazienti sia per i professionisti della salute. In particolare, «dove questo può diventare una reale preoccupazione è soprattutto sul calcolo o sui consigli inerenti al dosaggio». Per tali applicazioni, secondo l'Eahp, «sarebbero necessari marchi di qualità o piani di approvazione nazionale».
Francesca Giani

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