Politica e Sanità
24 Marzo 2015Con la pubblicazione della graduatoria in Veneto hanno un nome i vincitori di oltre il 50% delle sedi messe a concorso, mancano ora, tra le grandi regioni, Lombardia, Puglia e Campania. A fare il punto sullo stato dell'arte del concorso è Carlo Ranaudo, docente Università Federico II Napoli: «Ora parte la fase 2 con l'interpello e a seguire l'accettazione» e alle società un monito: «Il matrimonio deve durare 10 anni almeno e non c'è divorzio breve».
Con la pubblicazione della graduatoria da parte della Regione Veneto hanno un nome i vincitori di oltre il 50% delle sedi messe a concorso. Tra le grandi mancano ora soltanto la Lombardia (sembra a giorni) e la Puglia che pure era stata la prima a pubblicare una graduatoria se pur provvisoria. La Campania ha una storia a sé avendo ancora un vecchio concorso a quiz in atto e una procedura sul nuovo tutta ancora da definire. Come era facile prevedere la maggior parte delle sedi sono a vantaggio delle domande presentate in forma associata. L'autonomia di valutazione dei titoli da parte delle Commissioni ha creato forti differenze di valutazione tra partecipanti in regioni diverse. Con 42 punti ed età media di 40 anni si vince bene in Veneto 118° su 223 si arriva fuori graduatoria nel Lazio 284° su 279 sedi. Due regioni con un numero di partecipanti abbastanza sovrapponibile. Una specializzazione vale 0,75 in Sicilia e Veneto e 2 punti in Toscana. Tutto prevedibile.
Ma ora parte la fase 2 o almeno si spera. Con l'interpello ognuno deve specificare entro soli 5 giorni l'ordine di preferenza, tante sedi quanta è la posizione in graduatoria. Entro i successivi 15 giorni dichiarare l'accettazione. E se è vero che a vincere sono state le associazioni ora i colleghi devono passare alla fase pratica. La società è stata l'unica possibilità per tanti giovani di poter vincere una farmacia tutta loro. Ma non sottovalutiamo la convivenza. Il matrimonio deve durare 10 anni almeno e non c'è divorzio breve. Nessun problema. Le società esistono da sempre ma è fondamentale regolare da ora la convivenza molto prima di costituire la società. Concordare con un atto tra le parti significa vivere bene i 10 anni e anche dopo.
Carlo Ranaudo
Docente dell'Università Federico II Napoli
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