Ricetta elettronica, Petrosillo: situazione in lenta evoluzione ma nessun flop
È una medaglia dalla doppia faccia quella della ricetta elettronica in farmacia. Ci sono Regioni come la Sicilia, che capeggia la graduatoria della dematerializzazione, dove si è arrivati all'82% e ce ne sono altre come il Lazio o la Sardegna dove si è ancora al palo. Ma la situazione non va drammatizzata, come sottolinea Giovanni Petrosillo, segretario di Federfarma Bergamo, che per conto dell'associazione dei titolari si occupa di monitorare il passaggio della ricetta medica dal cartaceo all'elettronico, che non vuole sentire parlare di flop. «La situazione in effetti, a scorrere i dati aggiornati a gennaio 2015, è ambivalente» premette «c'è un drappello di Regioni come Sicilia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Campania e provincia di Trento, dove il dato è buono. Poi ce ne sono altrettante oggettivamente indietro, tra le quali Puglia, Molise, Lombardia, Liguria, Lazio e Sardegna. Ma sono proprio le prime a doverci rincuorare» sottolinea Petrosillo «anche perché dove il processo sperimentale ha funzionato bene poi si riesce ad arrivare a un buon livello in maniera piuttosto rapida. E comunque anche le Regioni in difficoltà stanno lentamente risalendo. Penso alla "mia" Lombardia che è arrivata al 5% di ricette dematerializzate contro l'1,5% di gennaio». Ma quali sono le ragioni che hanno rallentato il processo? «Un aspetto, che per esempio in Lombardia ha un impatto rilevante, è quello della gestione dei pazienti con doppia esenzione per reddito e patologia. Poi» continua l'esperto «ci sono spesso problemi locali legati ai mancati accordi delle Regioni con le associazioni di categoria». Un risvolto ormai archiviato, visto che ora ci sono accordi in tutte le Regioni. «Infine c'è l'oggettiva difficoltà organizzativa e la necessità di formare farmacisti e medici sugli aspetti tecnici. Un processo inevitabilmente lento». Ma per il segretario di Federfarma Bergamo la macchina è ormai avviata e vanno respinte al mittente le accuse di chi, come il presidente dell'Ordine milanese Roberto Carlo Rossi, ritiene «un'assurdità» prevedere che la ricetta elettronica sia accompagnata da un promemoria su cui il farmacista attacca il bollino del medicinale. «Si tratta di una modalità a salvaguardia del cittadino» conclude Petrosillo «che ci dà modo di erogare il farmaco, anche laddove per un problema tecnico il sistema fosse bloccato. In più anche la Regione vuole verificare i bollini quindi è utile anche per le Asl».
Marco Malagutti
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