Concorso, Di Tolla (Fofi): sedi oggetto contenzioso spesso appetibili, l'esclusione penalizza vincitori
Ci auguriamo che in Puglia, come nelle altre Regioni, non si affermi il principio sancito dalla Toscana in un decreto regionale pubblicato il mese scorso - che prevede l'esclusione dal primo interpello delle sedi oggetto di ricorso ancora pendente (14) - perché c'è una forte probabilità che si tratti di sedi «appetibili» che, in questo modo, vengono tolte dalla disponibilità di scelta dei primi della graduatoria, obbligati a esprimersi subito pena l'esclusione dal concorso, venendo meno per altro al principio di meritocrazia che era alla base del concorso straordinario. A lanciare l'appello è Domenico Di Tolla, presidente dell'Ordine di Lecce e delegato regionale per la Puglia, che spiega: «È prevedibile che il contenzioso sulle sedi nasca proprio su quelle più appetibili. Il problema però è che se vengono escluse dal primo interpello significa che i primi in graduatoria devono scegliere tra le altre, magari meno interessanti, e che, se il contenzioso si risolve positivamente, queste tornano nella disponibilità di scelta, in un secondo interpello, a chi occupa posizioni più basse in graduatoria. Un meccanismo che farebbe venir meno la meritocrazia che dovrebbe essere un principio alla base del concorso». Pareri in merito alla decisione della Toscana sono stati sollevati anche nei giorni a ridosso della delibera e raccolti in un articolo di Farmacista33 del 10 marzo. In particolare è stato sottolineato che nel caso specifico si tratta di sedi molto interessanti la cui eliminazione erode il numero di quelle realmente appetibili, e non a caso oggetto di ricorso e le sottrae ai "veri" vincitori del concorso. «Nessuno vuole perdere tempo» continua Di Tolla «ma come Ordine non possiamo che portare all'attenzione la situazione. Non abbiamo un dato preciso per quanto riguarda la Puglia, ma indicativamente si parla di una decina di sedi. Il nostro timore è che anche le altre regioni possano seguire la strada della Toscana: se estendiamo tali valori su tutti i territori, è chiaro che a livello nazionale si inizierebbe a parlare di un quantitativo consistente». Per altro, a parte la perplessità, «c'è anche il rischio che si generino ulteriori contenzioni da parte proprio dei primi in graduatoria».
Francesca Giani
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