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Politica e Sanità

21 Aprile 2015

Rapine in farmacia, escalation si contrasta con difesa passiva


Solo con strumenti di difesa passiva, impianti di videosorveglianza, condivisione dei filmati e collaborazione con le Forze dell'ordine si può contrastare il fenomeno delle rapine nelle farmacie. A poco serve ricorrere alle guardie giurate: non è economicamente sostenibile coprire tutto il territorio delle città più a rischio. Rispondono così le rappresentanze di Federfarma di Genova e Napoli, ai titolari che chiedono maggiore sicurezza nelle farmacie. In particolare, a Genova alcuni titolari, che vedono nelle 11 rapine messe a segno dall'inizio del 2015 nei punti vendita più vulnerabili una escalation preoccupante, hanno chiesto di attivare un servizio di vigilanza armata fuori dai negozi. «Siamo uno degli obiettivi prediletti dalla malavita» denunciano sulla stampa locale alcuni titolari colpiti «nelle farmacie girano tanti soldi, non ci sono porte blindate e nemmeno vigilantes, come accade nelle banche. Ci sono colleghi che in certi momenti della giornata si trovano da soli al bancone. E spesso sono donne. Come si possono difendere?». L'incremento degli atti criminosi, secondo spiega Carlo Rebecchi presidente di Federfarma provinciale «rispecchia la media, che in altre città come Milano è anche più alta». E chiarisce: «La città di Genova si estende molto in lunghezza e coprire il territorio con guardie giurate risulterebbe economicamente non sostenibile e anche poco efficace. Esiste un protocollo d'intesa con le Forze dell'ordine e ci sono già diverse le farmacie che hanno un sistema di videosorveglianza collegato con la Questura. È questo il precorso da intraprendere per tutelare i collaboratori». Dello stesso orientamento le soluzioni trovate in Campania, in particolare a Napoli dove per diverso tempo le farmacie sono state obiettivo costante e frequente di rapine. «A Napoli ha vinto la collaborazione tra farmacisti e Forze dell'Ordine» spiega Michele Di Iorio, presidente regionale di Federfarma «che ha permesso di rallentare il fenomeno delle rapine arrestando quattro rapinatori seriali, uno dei quali ha confessato di essere l'autori di 23 colpi solo nelle farmacie. Questo successo» prosegue Di Iorio «si è avuto grazie alla condivisione delle immagini raccolte dai sistemi di telecamere private che sono state diffuse sia tra i colleghi sia alle Forze dell'ordine alle quali va la mia gratitudine». A conferma della collaborazione con le istituzioni, giovedì scorso il presidente regionale di Federfarma è stato convocato dal prefetto, e in presenza del sindaco, del rappresentante della presidenza della Regione, del generale comandante dei Carabinieri e della Guardia di Finanzia, è stato «garantito che entro giugno saranno messe delle telecamere nuove, a sostituzione di un sistema vecchio e obsoleto, nelle zone più critiche della città. Si tratta di un progetto» aggiunge Di Iorio che ha già ricevuto il finanziamento del ministero degli Interni». E conclude: «La miglior difesa dalle rapine è quella passiva, sono contrario alla militarizzazione a poco servono le guardie giurate all'entrata, anzi possono solo essere una fonte di armi nuove e ben funzionanti. Paga molto di più un clima collaborativo e di feedback».

Simona Zazzetta

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