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Politica e Sanità

09 Maggio 2015

Convenzione, Montaldo: presto atto indirizzo in Sisac. Su Fsn probabili interventi anche nel 2016


Trasmetterò in Sisac l'Atto di indirizzo la prossima settimana e già a maggio potrebbe esserci la prima riunione sulla Convenzione». A prometterlo Claudio Montaldo, presidente del comitato di settore Regioni sanità, che dagli spalti di FarmacistaPiù fa anche un punto sull'intesa con il Governo sui tagli, rimandata a giugno, e sul mancato aumento del fondo sanitario nazionale che «molto probabilmente» ci sarà anche per l'anno prossimo. «Abbiamo avuto un ultimo contatto con il Governo» ha spiegato Montaldo a Farmacista33 a margine dell'evento organizzato da Assofarm nella cornice di Farmacista Più e dedicato alla Farmacia dei servizi, nel quale «abbiamo definito il testo dell'atto di indirizzo. C'è stata qualche osservazione da parte del Ministero dell'Economia, che ha sostanzialmente richiamato l'attenzione agli equilibri economici, e qualcuna dal ministero della Salute», osservazioni «importanti ma marginali che sono state sostanzialmente recepite. Credo che il testo sia stato rimesso a posto già oggi e la prossima settimana lo trasmetterò alla Sisac per l'apertura delle trattative. Penso che si potrà fare la prima riunione nel mese di maggio, tenendo conto che è in corso la trattativa con le cure primarie e bisognerà intrecciare questo programma». Di convenzione, ma soprattutto del ruolo delle farmacie e di farmacia di servizi, Montaldo ha parlato durante il seminario Assofarm: «Nell'atto di indirizzo c'è l'idea ripresa dal patto per la salute del ruolo nel Ssn che per le regioni deve assumere la farmacia. C'è una trasformazione in quello che proponiamo che certamente non potrà avvenire con la stessa velocità e intensità in tutto il Paese, pur in una tendenza all'omogeneizzazione del Ssn, e per il quale occorrerà un approfondimento articolato regionale e aziendale. Ci sarà bisogno quindi di un lavoro lungo e la convenzione sarà lo strumento per aprire questa nuova fase. La farmacia sarà primo interlocutore dei cittadini, con un'attenzione culturale che si sposta dall'ospedale al territorio. Nella farmacia ci sono le caratteristiche e le basi professionali» per questa evoluzione ma «occorre implementare la dotazione di servizi attraverso un processo di sostituzione», demandando alla farmacia certe «funzioni e inserendole stabilmente nella programmazione aziendale». «La convenzione può essere semplice da concludere. Dovranno essere definite le regole economiche, ma d'altra parte in molte regioni la farmacia dei servizi è già cominciata e si possono» andare a vedere quelle esperienze. Quanto alla remunerazione, «per ora è stata rimandata a fine anno, va affrontata in un confronto più ampio con Aifa e Ministero». Ora «serve un intervento normativo» perché «va chiarito meglio che si può investire nella farmacia dei servizi» «e che deve essere sostenibile». E in tema di convenzione a preoccupare anche il Ddl concorrenza: «Ci stiamo attivando per la convenzione ma il rischio è che lo scenario possa cambiare». Inoltre «i Ministeri» è bene che «prendano insieme delle decisioni altrimenti ci sono direzioni contrastanti». Al centro del dibattito anche l'intesa Stato Regioni sui tagli che «slitterà a dopo le elezioni regionali». Ma se il mancato incremento del fondo sanitario nazionale «è confermato per quest'anno, è molto probabile che la misura sarà ripetuta anche l'anno prossimo». Nonostante i sacrifici, «il sistema ha ancora bisogno di una riorganizzazione», ma le «preoccupazioni sono forti: quanto» la manovra «va a pesare sulla farmaceutica? Mi preoccupo per l'occupazione e per la ricerca». Da qui un appello: «Insieme con industria, distribuzione, istituzioni occorrerebbe un patto-paese su farmaci, protesica, dispositivi, per costruire per cercare di recuperare margini», altrimenti il rischio è di «andare avanti a colpi». Poi una stoccata anche al Governo: «Si è detto» dice ancora Montaldo a Farmacista33 «non si tocca la sanità e poi si tagliano alle regioni 5 miliardi e 8. Esclusa la sanità il bilancio delle regioni è di meno di 20 miliardi. Credo che sarebbe più produttivo dire che la situazione è difficile e insieme prendersi l'onere di dire ai cittadini che quest'anno l'incremento del fondo non è possibile, invece che scaricare sulle regioni come se fosse una scelta autonoma. È la scelta autonoma di uno che ha la pistola puntata sulla tempia».

Francesca Giani

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