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Politica e Sanità

20 Maggio 2015

Enpaf, Fofi: per i disoccupati contributo di un euro. Riforma entro primavera 2016


«La Fofi è diventata il Muro del pianto». Così il segretario della Federazione Maurizio Pace, all'indomani dell'audizione alla Commissione lavoro della Camera sulla risoluzione presentata dal Movimento 5 stelle in merito all'Enpaf, commenta la situazione dell'ente previdenziale dei farmacisti «ormai ingestibile per molti colleghi». La questione è nota e riguarda l'obbligo per i farmacisti disoccupati di continuare a pagare una quota contributiva, il più delle volte troppo onerosa. Secondo la risoluzione proposta dal Movimento 5 stelle, a prima firma Matteo Dall'Osso, la soluzione sarebbe di assicurare l'esclusione del contributo per i soggetti non occupati. In più, secondo la proposta grillina, bisognerebbe rendere facoltativa l'iscrizione all'Enpaf e si dovrebbe ridurre la somma dovuta dai farmacisti occupati. Proposte realizzabili? «È evidente che qualsiasi misura volta a rendere più equa la contribuzione o qualsiasi azione di solidarietà deve tenere conto dell'equilibrio economico dell'Ente, che è un patrimonio di tutti i farmacisti» ha detto il segretario Fofi in audizione. Ciò premesso proposte come «la riduzione della somma dovuta per tutti i farmacisti iscritti, o la restituzione ai disoccupati delle quote versate dal 2008 al 2014 sono semplicemente impraticabili». La situazione, però, è complicata, conferma Pace che parla di «forzatura» in riferimento al contributo di solidarietà, pur ridotto all'1%, chiesto ai farmacisti disoccupati. «Non si possono prelevare soldi senza dare nulla in cambio, siamo al limite dell'incostituzionalità» sottolinea il segretario Fofi, ribadendo come sia il momento di «voltare pagina» per l'ente previdenziale dei farmacisti. «Sono tanti i presidenti di Ordine che ricevono le lamentele dei farmacisti in difficoltà, ma per gli stessi titolari la situazione non è rosea». Le proposte Fofi presentate nell'audizione sono essenzialmente quattro: prevedere per coloro che sono in stato di disoccupazione involontaria oppure abbiano altra copertura previdenziale, la cifra simbolica di contribuzione di un euro pro capite; procedere a una modifica normativa, relativamente alla categoria dei farmacisti, che preveda per la condizione di disoccupazione involontaria l'iscrizione all'Enpaf ai soli fini assistenziali; introdurre, sempre per via legislativa, un esplicito esonero, in caso di altra copertura previdenziale obbligatoria, dall'iscrizione all'Enpaf; avviare una approfondita riflessione sull'opportunità di passare a un sistema contributivo. Proposte difficili da realizzare nell'immediato ma sulle quali non si deve più tergiversare, come ribadisce Pace «una presa di coscienza non è più rimandabile. Ora bisogna che i vertici di Fofi e di Enpaf si mettano al lavoro e vadano incontro alle richieste della categoria. Tra l'altro bisogna fare i conti con la situazione patrimoniale dell'Ente, siamo ancora in attesa del bilancio tecnico del triennio che si è concluso» continua. Si possono ipotizzare dei tempi di riforma? «Valutato il bilancio entro fine anno, la primavera del 2016 potrebbe essere la deadline per mettere in campo la riforma». Poi la palla passa alla politica.

Marco Malagutti

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