Politica e Sanità
30 Maggio 2015La Regione Liguria, prima a pubblicare il bando, prima ad approvare la graduatoria e prima ad iniziare l'interpello, si è arenata. Con ordinanza n. 114 del 21 maggio scorso, il Tar ha, infatti, sospeso l'efficacia della procedura di interpello e di assegnazione delle 85 sedi a concorso. Le motivazioni riguardano il caso di una concorrente, risultata vincitrice, che lamentava la procedura di assegnazione, prevista dal bando. Il problema? Secondo il bando un candidato potrebbe vedersi assegnata una sede meno appetibile rispetto a quella che verrà assegnata ad un candidato collocato in graduatoria tra quelli non risultati vincitori. Nel caso di specie dalla ottantaseiesima posizione in giù. Infatti, in caso di rinuncia di uno o più assegnatari, le rispettive sedi sono assegnate nel secondo interpello, di fatto "scavalcando" i concorrenti collocatisi in posizione migliore. Tale procedura, che è prevista però in tutti i bandi regionali, appare viziata per l'assoluta negazione del principio meritocratico. Nel merito il Tar Liguria si esprimerà il 17 settembre 2015. Un altro vizio riconosciuto dal Giudice amministrativo è stato quello relativo all'approvazione della graduatoria, di competenza dirigenziale anziché della Giunta. In altre regioni la situazione non è migliore. La Toscana, che ha stralciato le sedi oggetto di ricorso, promette di adire al Consiglio di Stato contro l'eventuale sospensiva. L'Emilia-Romagna deve ripubblicare la graduatoria per vizi nella valutazione di alcuni candidati mentre l'Umbria sembra avere completato i lavori ma con una commissione illegittima per la presenza del docente universitario in materia non compresa tra quelle riportate dal DPCM 298/94. Imminente è l'inizio dell'interpello in Piemonte mentre procede il concorso nelle province autonome di Trento e di Bolzano che sono partite per "quasi" ultime (l'ultima è la Campania che ha nominato solo da qualche settimana la commissione) a causa del ricorso alla Corte Costituzionale avverso le due leggi provinciali in contrato con il "Cresci Italia". Mano a mano che le regioni giungeranno alla fine del processo concorsuale, il contenzioso potrebbe salire ulteriormente, tanto da potersi paventare un blocco totale a livello generale. Purtroppo la legge (D.L. 1/12 conv. nella legge 27/12) prevedeva che le sedi fossero assegnate entro il 25 marzo 2013, alimentando così illusioni da parte di molti aspiranti titolari, ora tutte ampiamente deluse con un immaginabile stato di sconforto.
Maurizio Cini
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