Politica e Sanità
10 Giugno 2015Spettabile Redazione
Con la presente vorrei dare voce a chi purtroppo finora ne ha avuta poco o nulla, sia sulle riviste specializzate, sia a più alti livelli: i vincitori delle sedi assegnate. Io sono una di loro, ho vinto in forma associata una delle sedi della Liguria e sinceramente sono, anzi siamo tutti, veramente stufi di vedere considerati i diritti di tutti tranne i nostri. La mia domanda è: ma a noi chi ci difende? Da chi siamo tutelati? Abbiamo partecipato a un concorso rispondendo a un bando in cui era specificato tutto fin dall'inizio, avevamo i titoli per arrivare in alto nella graduatoria, abbiamo vinto le sedi, abbiamo accettato le sedi, abbiamo tanto di pec della regione a confermare questo, ed ora non possiamo aprire? Qualcuno si è mai chiesto come sia stata la nostra vita dal luglio 2014 (data di pubblicazione della graduatoria) a oggi? Abbiamo atteso con pazienza, dopo mesi interminabili finalmente arriva l'interpello e non va ancora bene? Molti di noi si sono licenziati, tanti hanno dovuto rinunciare ad offerte di lavoro o sono addirittura stati licenziati dai loro titolari. Chi ancora conserva il posto si trova comunque in una situazione estremamente difficile in quanto i rapporti con i datori di lavoro risultano compromessi. Inoltre, a seguito dell'assegnazione e dei tempi ristretti concessi per l'apertura, sono state aperte società, stipulati contratti per i locali, iniziati accordi commerciali, affrontando quindi spese anche rilevanti. Ma questo naturalmente non interessa a nessuno, si dà voce e ragioni solo a chi ragioni non ha e ha montato tutto il caso solo per difendere una posizione indifendibile e per mettere i bastoni tra le ruote a chi quelle sedi se le è guadagnate.
Nessuno di noi proviene da facoltose famiglie di farmacisti, se andate a controllare i nostri curriculum e i nostri titoli troverete persone che si sono sempre impegnate, prima nello studio e poi nel lavoro, che si sono sudate quello che hanno, a cui nessuno ha mai regalato niente. Ebbene, queste stesse persone vogliono dire che si suderanno anche questo traguardo, che combatteranno per far valere i propri diritti e che un giorno vedranno anche il loro nome sull'insegna della loro farmacia. Avrebbero forse preferito un po' più di appoggio lungo il cammino, ma non importa. Almeno per onestà di cronaca vorremmo almeno vedere pubblicata questa lettera sul prossimo numero.
Grazie per l'attenzione.
Gabriella Negro
Farmacista vincitrice in forma associata della sede di Taggia (IM)
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