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Politica e Sanità

10 Giugno 2015

Farmacie e Ssr, Umbria: accordo per Piano regionale prevenzione


In Umbria, sancita in maniera stabile la partecipazione delle farmacie nelle attività sanitarie regionali, con il riconoscimento del loro ruolo nel Piano regionale della prevenzione, approvato a fine maggio dalla Giunta. Ora, a elezioni concluse, il dialogo dovrebbe ripartire, anche per definire nel dettaglio la possibilità di un compenso. «Il risultato è importante» spiega Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria, «perché sancisce in maniera stabile il riconoscimento della farmacia dei servizi come motore per la prevenzione». Il piano, che, per la sua stesura, ha visto la collaborazione anche della società civile, come si legge sul comunicato della Regione, è strutturato in 65 progetti, organizzato in 10 programmi», e si esplica «attraverso azioni intersettoriali». Tra le attività che vedranno un ruolo importante della farmacia ci sono «campagne sull'obesità infantile, che in Umbria rappresenta un problema molto forte, lo screening del diabete, come proseguo di un progetto attivo già da tempo, che ha permesso di individuare una buona fetta di diabetici inconsapevoli, Alzheimer», lo screening per la prevenzione del rischio cardiovascolare nella fascia di età 45-69 anni e «in generale attenzione alle patologie croniche». Il progetto «fa parte del più complessivo processo di territorializzazione delle cure e di trasferimento della cronicità sul territorio. Si tratta di percorsi che vedono il coinvolgimento delle farmacie con la collaborazione e integrazione con i medici di medicina generale e dei distretti per la presa in carico del paziente. Anche nella direzione di un'assistenza domiciliare, che potrebbe portare risparmi per la regione». Al momento, «dopo le elezioni di fine maggio, siamo in attesa che si riprendano le attività politiche con la nuova Giunta e non possiamo che augurarci che il dialogo continuerà». Per quanto riguarda la remunerazione «è stata previsto un compenso per le attività legate alla prevenzione, che non è ancora stato quantificato. L'impegno c'è e anche su questo tema si tratta di ritessere le fila nel momento in cui la macchina ripartirà».

Francesca Giani

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