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Politica e Sanità

12 Giugno 2015

Ddl concorrenza, oggi le audizioni. Ingresso del capitale preoccupa tutta la categoria


La lunga attesa è finita e oggi le sigle di categoria avranno l'opportunità di dire la loro in una sede ufficiale. A partire dalle 9.30, infatti, le Commissioni riunite Finanze e Attività produttive audiranno le delegazioni per affrontare l'art.32 del Ddl concorrenza. I primi saranno i rappresentanti della Fofi poi a seguire le Parafarmacie, Assofarm, Federfarma e il Movimento nazionale liberi farmacisti. Due le misure al centro della discussione che tanto hanno fatto discutere in questi mesi: l'apertura della proprietà al capitale e l'abolizione del tetto delle quattro licenze per singolo titolare. L'obiettivo dichiarato del Disegno di legge è quello di arrivare a un aumento del numero delle farmacie, per incrementare la concorrenza di prezzo e di qualità intervenendo sulla gestione. Note le posizioni dei rappresentanti di categoria, che hanno in comune, da prospettive opposte, una diffusa preoccupazione per l'ingresso del capitale. Andrea Mandelli, presidente di Fofi ha, di recente, ribadito come il testo crei divisioni tra categorie professionali e metta a rischio le garanzie per i cittadini. Lo stesso Mandelli peraltro non ha escluso sviluppi positivi sottolineando come il Ddl possa essere l'occasione «per abbandonare la logica troppo individualista che ha caratterizzato la nostra professione fino a ora». Netta la posizione del presidente di Federfarma Annarosa Racca che in questi mesi non ha perso occasione per ribadire come non debba «venire meno l'indipendenza del ruolo del farmacista» e come si debba arginare in ogni modo il rischio fascia C fuori dalle farmacie, al momento non previsto nel testo. Sul fronte delle comunali il presidente di Assofarm Gizzi ha sottolineato come il capitale non debba entrare «per una questione meramente commerciale ma per rinforzare il ruolo della farmacia all'interno del Ssn». Le Parafarmacie, dal canto loro, ribadiranno come «per liberalizzare davvero» si debbano seguire le indicazioni dell'Antitrust che «aveva chiaramente suggerito la liberalizzazione della fascia C». Cautela, invece, verso l'ingresso del capitale che «rischia di regalare una professione strategica del patrimonio italiano e creare pericolosi oligopoli». Ancora più radicale la posizione del Liberi farmacisti che temono «un Governo che ascolta solo i più forti o i loro rappresentanti politici». Oggi è il giorno della verità per la filiera, ma per arrivare all'eventuale definita approvazione del Ddl concorrenza la strada si preannuncia ancora lunga.

Marco Malagutti

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