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Politica e Sanità

12 Giugno 2015

Specializzandi in farmacia ospedaliera senza contratto. Ministri spieghino le ragioni


Con la "Determinazione del numero globale di medici specialisti da formare per il triennio accademico 2014/2017" sono stati finanziati solo i contratti di specializzazione per i medici: ora i ministri dell'Istruzione, Università e Ricerca e della Salute, devono chiarire le ragioni per cui non sono stati estesi anche ai farmacisti. A chiederlo sono i senatori Andrea Mandelli e Luigi D'ambrosio Lettieri in un'interrogazione parlamentare in cui ricordano ai ministri che nella precedente, svoltasi lo scorso 26 novembre, era già stata presentata una situazione di disparità tra gli specializzandi medici e gli specializzandi non medici, a seguito del mancato riconoscimento nei confronti di questi ultimi del diritto ad ottenere un trattamento economico-normativo del tutto analogo a quello dovuto ai laureati in medicina ammessi ad una scuola di specializzazione. Inoltre, contestualmente, i ministri erano stati invitati ad «adottare specifiche azioni volte all'equiparazione dello status contrattuale ed economico dello specializzando "non medico" a quello dello specializzando medico». Esiste poi l'ipotesi, appresa dalla stampa, dicono i senatori, che il Miur intenda considerare «nell'ambito del riordino delle scuole di specializzazione, l'esclusione degli specializzandi non medici dal riassetto previsto dal decreto ministeriale del 1° agosto 2015», intento che «invece che risolvere il problema, lo avrebbe eliminato alla radice, senza porre rimedio alla suddetta grave discriminazione». Considerato che, concludono, con decreto interministeriale 4 febbraio 2015 n. 68 sono state individuate e riorganizzate le scuole di specializzazione di area sanitaria, tra cui è annoverata anche quella della tipologia Farmacia ospedaliera, si chiede di sapere «quali azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di evitare un'ulteriore ingiustificata discriminazione nei confronti dei farmacisti, anche in considerazione del ruolo fondamentale che tale professione assume nell'ambito del Servizio sanitario nazionale».

Simona Zazzetta

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