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Politica e Sanità

25 Giugno 2015

Farmacie online, interrogazione su sicurezza: rischio di siti copia e furto dati sensibili


La truffa corre veloce sul web e c'è la possibilità della nascita anche nel settore farmaceutico, di fenomeni come il cosiddetto Cybersquatting (copia dell'immagine di una attività già avviata, sfruttando il marchio) o il più sofisticato Phishing (raccolta dei dati in forma non autorizzata riproducendo un sito copia) e anche il link al portale del Ministero potrebbe non costituire un'efficace protezione. A lanciare l'allarme, al centro di un'interrogazione urgente al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è Luigi D'Ambrosio Lettieri, componente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, e vicepresidente della Fofi, mentre da Annarosa Racca, presidente di Federfarma, in tema di sicurezza, viene ricordato che «il 90% dei farmaci acquistati on line da canali non autorizzati è contraffatto». «Nonostante i controlli e il sistema nazionale antifalsificazione» è la preoccupazione di Lettieri «a oggi esistono realtà - ascrivibili a diverse autorità nazionali preposte alla tenuta del registro dei domini (cd "registar") presenti a Panama, Honk Hong o Singapore - che con i loro portali online tradotti in italiano, vendono farmaci a prezzi competitivi, anche con obbligo di ricetta ai cittadini residenti sul territorio italiano. Tale pratica, oltre rappresentare un grave rischio per la tutela della salute, potrebbe costituire anche un danno alle attività presenti su territorio nazionale». Inoltre, si legge ancora nella nota, «il link al portale del Ministero della Salute, contenente l'elenco dei soggetti accreditati al commercio sul web, potrebbe non costituire un'efficace protezione contro le falsificazioni o la vendita di prodotti online non autorizzati o contraffatti, dal momento che sarà possibile effettuare siti-copia con la stessa grafica, ma con vendite operate dalla criminalità organizzata». Da qui la richiesta al centro dell'interrogazione: «potenziare il sistema nazionale antifalsificazione gestito dall'Aifa, con l'istituzione di un dominio unico per tutti i siti internet delle farmacie che chiederanno l'autorizzazione alla vendita online dei farmaci e la costituzione di un apposito ufficio presso il Ministero della Salute per il controllo e il monitoraggio del rilascio delle autorizzazioni da parte delle Regioni, al fine di garantire una uniforme interpretazione e applicazione, anche temporale, delle disposizioni in materia». Da Federfarma, attraverso le parole del presidente, Annarosa Racca, viene ricordato che «l'acquisto on line è stato limitato, come in altri Paesi, ai medicinali senza obbligo di ricetta medica» e che quando avviene «da siti illegali rimane una pratica molto pericolosa per la salute». Sul fenomeno, «prevedo, però, che il ricorso all'acquisto di farmaci on line sarà contenuto perché in Italia le farmacie sono presenti in modo capillare su tutto il territorio, fin nei più piccoli Comuni, e il cittadino apprezza il colloquio con il farmacista quando deve risolvere un problema di salute. Inoltre i medicinali senza ricetta in Italia hanno mediamente un prezzo di 8 euro e con l'acquisto on line il consumatore spenderà di più visto che al costo del farmaco, per quanto scontato possa essere, vanno aggiunte le spese di spedizione. Esiste poi il problema urgenza». Intanto dal Ministero è arrivata una nota in cui specifica che «a breve sarà emanato il decreto con il quale verrà definito il logo identificativo nazionale delle farmacie e degli esercizi commerciali» e che «successivamente sarà possibile mettere in piedi le procedure». Ricordato poi l'iter: «l'autorizzazione dovrà essere rilasciata dalla Regione o Provincia autonoma - ovvero dalle altre Autorità competenti, individuate dalla legislazione locale - sulla base di una specifica richiesta contenente gli elementi identificativi della farmacia o esercizio commerciale e, ovviamente, l'indirizzo del sito web utilizzato per la vendita on line. Una volta ottenuta l'autorizzazione, l'interessato potrà rivolgersi al Ministero per ottenere l'assegnazione del logo in questione attraverso la procedura che sarà presto disponibile sul portale del Ministero stesso».

Francesca Giani

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