Collasso tecnico delle infrastrutture, dubbi sulle possibilità di pagamento e aumento dell'export parallelo, sono queste le insidie temute dai produttori di farmaci europei e che potrebbero mettere a rischio la fornitura di farmaci alla Grecia in caso di uscita dall'euro. Lo ha reso noto l'Efpia, l'associazione che riunisce i produttori di farmaci europei, in una lettera scritta dal direttore generale Richard Bergstrom, al commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis, in cui esprime «preoccupazioni» su ciò che potrebbe accadere al settore farmaceutico ellenico nell'eventualità che la Grecia non raggiunga un accordo con i creditori. «Nello scenario peggiore di Grexit» scrive Bergstrom «crediamo che l'integrità della catena di fornitura dei farmaci possa essere in pericolo, cosa che creerebbe un rischio per la salute pubblica. Crediamo dunque che sia prudente e responsabile assicurare un dialogo tra la Commissione e le industrie farmaceutiche su piani concreti di emergenza». Secondo l'Associazione, in caso di Grexit, sono due i fronti che potrebbero compromettere la fornitura di medicinali. Da una parte il collasso tecnico delle infrastrutture di supporto alle transazioni, l'incertezza sulla validità dei contratti e dunque dubbi sulle possibilità di pagamento, legati anche al fatto che la filiera del farmaco greca è «molto più frammentata che in altri Paesi Ue». Dall'altra un possibile aumento dell'export parallelo, «che potrebbe causare carenze di farmaci». Con l'uscita dall'euro, infatti, il normale fenomeno delle esportazioni parallele potrebbe moltiplicarsi e compromettere la disponibilità di medicine sul territorio, anche se l'Associazione ellenica delle aziende farmaceutiche ha comunicato ufficialmente che «non si registrano carenze di farmaci». Infine esiste andrebbe anche valutata la questione del futuro prezzo dei farmaci in una Grecia fuori dall'euro e l'adattamento alla nuova moneta. Le aziende Ue invitano ad andare a un dialogo per studiare piani mirati e concordati per gestire al meglio a situazione. In questo scenario non stupisce, quindi, che nelle farmacie greche si sia registrato un picco di richieste di farmaci. I grossisti, almeno i più grandi, dopo un incremento del 50% delle richieste di fornitura alle farmacie, tra cui anche quelle di latte in polvere, hanno imposto limiti alla distribuzione dei farmaci per evitare di svuotare i magazzini, e alcuni stanno chiedendo il saldo delle forniture rifiutando la transazione elettronica, temendo a loro volta la richiesta di saldo dai produttori esteri. Nella giornata di ieri, intanto, a poche ore dalla scadenza del programma di sostegno dell'Europa e del Fondo monetario internazionale, si sarebbe riaperto un canale di trattative fra il governo greco e i creditori con l'ipotesi di convocare un vertice d'emergenza.
Simona Zazzetta
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