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Politica e Sanità

01 Agosto 2015

Assofarm: su domiciliarità da Ministero occasione persa. Meglio progetti pharmaceutical care


In merito ai servizi di domiciliarità c'è stata «un'occasione mancata». È questa la riflessione che emerge dall'assemblea di Assofarm, che si è tenuta a Napoli a fine mese, e che, affidata a una nota, viene rivolta al ministero della Salute. Il riferimento è al patrocinio del ministero all'iniziativa di consegna di farmaci a domicilio per casi non urgenti riservato alle persone che sono impossibilitate a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, e non possano delegare altri soggetti, promossa da Federfarma e pubblicizzata in uno spot che è stato in onda sulla Rai. «Peccato non sfruttare appieno occasioni così ghiotte per sviluppare sinergie interessanti. Peccato che tali occasioni non vengano colte dal Ministero della Salute, quando viene chiamato a patrocinare un'iniziativa certamente positiva, ma che poteva coinvolgere tutto il sistema farmacia italiano» è il pensiero delle farmacie comunali. E la presa di posizione si basa su alcune riflessioni: innanzitutto «da tempo stiamo studiando come evolvere la consegna a domicilio in una pratica di pharmaceutical care, basata sulla selezione sperimentale di un certo numero di pazienti e di patologie che riceveranno il follow up farmaceutico attraverso visite a domicilio. Una modalità che eleva il farmacista ad un ruolo più attivo e riduce la logistica a mera componente strumentale del processo sanitario». E poi: «Sono almeno quindici anni che tantissime aziende farmaceutiche comunali, e da ultimo anche le farmacie private del gruppo Farmacie Unite, sviluppano progetti come quello lanciato oggi dalle farmacie private, non unicamente rivolti ad anziani ultra settantacinquenni non deambulanti e soli in casa». E infine: «Una selezione cosi stringente degli utenti fa nascere più di un dubbio su quanti utenti siano realmente interessabili dall'iniziativa». E così «Si poteva mettere maggiormente a valore questo patrimonio di esperienze» hanno dichiarato i Presidenti di Assofarm Venanzio Gizzi e di Farmacie Unite Franco Gariboldi Muschietti «non solo a tutto vantaggio del cittadino, ma anche della stessa farmacia. Francamente ci aspettiamo che sia il Ministero della Salute a stimolare queste collaborazioni».

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