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Politica e Sanità

05 Agosto 2015

Lavoro, Mandelli (Fofi): buoni risultati della piattaforma FarmaLavoro ma la situazione è grave


Oltre 28.000 utenti e una grande collaborazione da parte di Ordini provinciali, Università e datori di lavoro. E' decisamente positivo il primo bilancio della piattaforma Farmalavoro, inaugurata nel marzo scorso da parte della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani, con il supporto della Fondazione Francesco Cannavò e il patrocinio del ministero del Lavoro e delle associazioni più rappresentative del settore. L'iniziativa punta ad essere un punto di riferimento nazionale del settore per tutti gli operatori e i professionisti in cerca di lavoro. Ne parla a Farmacista33 il presidente della Federazione Andrea Mandelli sottolineando come, però, l'ottimismo sia fuori luogo e come il testo del Ddl concorrenza, che verrà discusso a settembre, non aiuti la domanda ma allarghi solo il numero di competitori.

Il primo bilancio della piattaforma Farmalavoro sembra positivo. Oltre 25400 utenti per un totale di 59.931 sessioni. Come commenta questi numeri? Se li aspettava?
Rispetto al primo rilievo pubblicato, i dati sono ulteriormente migliorati: 28.355 utenti unici per poco meno di 80.000 sessioni. Mi sembra un risultato adeguato all'impegno che abbiamo profuso nel realizzare la piattaforma, quindi siamo soddisfatti, soprattutto della grande collaborazione che si è creata su questa iniziativa: da parte degli Ordini provinciali, innanzitutto, ma anche delle Università e, ovviamente, dei datori di lavoro che si sono affidati a questo strumento farmacie, parafarmacie e industrie del comparto. Pur essendo alla vigilia del periodo delle vacanze estive in questo momento sono pubblicate 182 inserzioni di ricerca di collaborazione. Complessivamente sono numeri significativi, anche considerando che è un fatto nuovo per l'Italia che una rappresentanza professionale organizzi un sistema di questo tipo a livello nazionale. Ci auguriamo che possa avere lo stesso successo delle iniziative analoghe esistenti negli Stati Uniti, dove però sono organizzate a livello dei singoli Stati.

I buoni risultati della piattaforma sono, d'altro canto, una conferma delle difficoltà per la categoria, in particolare per la fascia giovane, a trovare lavoro. Ci sono spiragli all'orizzonte? Il Ddl concorrenza potrebbe rappresentare una svolta?
Difficile esprimersi in questo senso: la situazione è grave e mi sembra che l'ottimismo sia fuori luogo, se non quello che deriva dal cercare di fare tutto il possibile. Quanto al Ddl Concorrenza, in un'economia che non cresce e dove i consumi rimangono depressi, anche lasciando da parte le specificità del mondo del farmaco, mi sembra difficile che possano costituire una svolta provvedimenti che non aiutano la domanda ma semplicemente allargano il numero dei competitori. E' di queste ore il rapporto del Fondo monetario internazionale che indica per l'Italia il ritorno ai livelli occupazionali precedenti la crisi soltanto nell'arco di un ventennio. E' un'ulteriore conferma del fatto che la disoccupazione è un problema globale originato da fattori che sfuggono al controllo di governi e organizzazioni sovranazionali, figuriamoci alle rappresentanze professionali o agli altri corpi intermedi della società: in questo frangente tutti hanno il dovere di operare per ridurre il più possibile le conseguenze per le persone, non cercare capri espiatori.

È attesa una riforma del corso di studi universitario. Che ruolo potrebbe giocare? Potrebbe aprire nuove opportunità per i giovani farmacisti?
Un ruolo importante, perché è un provvedimento indispensabile. In tutto l'Occidente sono cambiate le modalità con cui si esercita la professione, la posizione del farmacista nel processo di cura e, come ormai ampiamente dimostrato, ci sono posizioni funzionali per le quali il farmacista può essere il professionista più adatto ma a patto che si sviluppino alcune competenze, questo sia nei settori tradizionali sia in altri apparentemente più lontani. Come ho già detto, dobbiamo fare tutto il possibile perché nessuna occasione vada sprecata, senza illudersi che esistano formule magiche ma anche evitando la rassegnazione o la polemica sterile.

Marco Malagutti

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A cura di Redazione Farmacista33

 
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